Era finito in arresto nel corso del blitz antidroga nel quartiere Falsomiele a Palermo lo scorso settembre, ma per Sergio Sangiorgio 40 anni è arrivata la scarcerazione. Lo ha stabilito il gip Filippo Serio perché sono venute meno le esigenze di custodia cautelare. Sangiorgio era considerato a capo di un’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il giudice ha accolto l’istanza presentata dagli avvocati dell’indagato, Giovanni Castronovo e Giacomo Frazzitta, che hanno messo in evidenza come da una parte i reati contestati risalissero a un periodo ormai lontano, cioè tra il 2019 ed il 2021. Ma soprattutto, come Sangiorgio sia stato assolto dal tribunale di Marsala a dicembre dall’accusa di spaccio, quando proprio il fatto che ci fosse pendente questo procedimento era stato uno degli elementi posti alla base dell’applicazione della custodia cautelare.
Il blitz antidroga a Falsomiele, sei arresti
Nel corso del blitz contro delle bande di spaccio nel quartiere di Falsomiele i carabinieri a settembre avevano arrestato altre sei persone, oltre a Sangiorgio. Ad altre 74 persone, invece, erano stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Il provvedimento, scaturisce da una complessa attività investigativa convenzionalmente denominata “Ultima Alba”, condotta dalla Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bagheria dal Novembre 2019 al Gennaio 2022, che ha avuto inizio con il rinvenimento e sequestro di piantagioni di marjuana nei comuni di Trabia e Misilmeri e l’arresto di sei soggetti palermitani legati da vincoli familiari.
La manovra investigativa portata a compimento dai militari, ha permesso di appurare che alcuni di questi fossero i membri di una struttura criminale a gestione familiare, operante nel quartiere Falsomiele, in grado di controllare una vera e propria piazza di spaccio, movimentando considerevoli quantitativi di cocaina ed eroina e conseguentemente varie migliaia di euro in contanti.
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