“Il sindaco deve accettare di saper essere strabico. Con un occhio deve pensare alle cose che riguardano la città come rifiuti e mezzi pubblici, con l’altro deve però pensare a cose più grandi, come il cambiamento climatico”. Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in collegamento a Live in Venezia organizzato da Sky Tg24.
“Il sindaco è anche un parafulmine e deve dimostrare amore per la propria città così come il capo di stato lo dimostra nei confronti del paese – aggiunge Orlando -. Se si vuole costruire il futuro della propria città, bisogna spiegare ai giovani che loro sono il presente”.
Orlando: “Missione compiuta”
“Se muoio questa notte, muoio felice. Missione compiuta, anche se non completata: ho dato un contributo al cambiamento della nostra città – dice Orlando -. Quando ho iniziato, la mafia governava la città. Venivo considerato ateo e comunista, non lo sono mai stato – ha aggiunto il primo cittadino di Palermo – Abbiamo liberato la nostra città dal governo di Mafia, le stragi del 1992 hanno fatto svegliare le coscienze dei palermitani. Da quel momento la Mafia non ha più governato la nostra città”.
Orlando ha rivendicato i tanti cambiamenti positivi da quando è a Palazzo delle Aquile: “Abbiamo organizzato il più grande gay pride del sud Italia, abbiamo accolto i migranti, c’è stato un profondo cambio culturale che risponde al dovere di un sindaco – ha aggiunto Orlando, che ha anche ricordato Letizia Battaglia – E’ stata fondamentale per passare dalla Palermo della legalità alla Palermo dei diritti. Confesso di essere stato a lungo un giustizialista, poi abbiamo scoperto la stagione dei diritti e lei era una testimone vivente di come la legge possa talvolta violare diritti – ha concluso – Il suo è un messaggio importante, quello di stare sempre dalla parte dei diritti”.

