La parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù di Palermo, come è noto, dovrà pagare un risarcimento di 45mila euro stabilito dal Tribunale in favore dei condomini del vicino stabile disturbati dagli schiamazzi dei bimbi che giocano nell’oratorio. Una sentenza arrivata al termine di un annoso contenzioso. E il sindaco del capoluogo siciliano Roberto Lagalla, all’indomani della notizia sulla sentenza arrivata lo scorso novembre, propone una colletta per aiutare la parrocchia.
“Nel pieno rispetto della sentenza e delle persone coinvolte – dice il primo cittadino -, sento il dovere di lanciare una proposta che ha un valore simbolico ma anche concreto: promuovere una colletta per contribuire al pagamento del risarcimento stabilito dal Tribunale. Un gesto di responsabilità collettiva e di solidarietà verso uno spazio educativo che appartiene, di fatto, all’intera città”.
Il sindaco offre il primo contributo: mille euro
Ed è lo stesso Lagalla a offrire il primo contributo alla raccolta fondi: mille euro. “Per ribadire quanto riteniamo importanti gli oratori e, più in generale, i luoghi di crescita e socialità per i più piccoli – dice –, confermo al parroco, a titolo personale, la mia disponibilità a partecipare a questa iniziativa, offrendogli i primi mille euro, con l’auspicio che anche amministratori comunali, consiglieri, istituzioni, associazioni e singoli cittadini possano aderire liberamente”.
Lagalla prende atto “con il massimo rispetto” della sentenza emessa dal Tribunale di Palermo perché “in uno Stato di diritto le decisioni della magistratura si rispettano sempre e vanno attuate senza ambiguità”.
Ma al tempo stesso ritiene “doveroso riconoscere e comprendere le ragioni dei cittadini che si sono rivolti alla giustizia per tutelare un diritto fondamentale come quello alla quiete e alla salute. Il disagio da loro vissuto, riconosciuto anche sotto il profilo non patrimoniale, non può e non deve essere minimizzato”.
“Gioco non è solo rumore, è crescita, prevenzione del disagio, inclusione”
Allo stesso tempo, però, la vicenda della parrocchia e dei residenti di via Filippo Parlatore “interroga profondamente tutta la nostra comunità. Gli oratori rappresentano da sempre un presidio educativo, sociale e umano di valore inestimabile – sottolinea Lagalla -. Il gioco non è solo rumore: è crescita, prevenzione del disagio, inclusione, relazione. Difendere il diritto alla quiete non può significare considerare il gioco dei bambini un problema, ma piuttosto impegnarsi tutti affinché diritti diversi possano convivere in modo equilibrato”.
“Comune disponibile a dialogo tra parrocchia, residenti e istituzioni”
Dal primo cittadino arriva anche un impegno ulteriore. “Ove non si sia riusciti a trovare un percorso condiviso per portare avanti le attività dell’oratorio, ribadisco la disponibilità del Comune a favorire un confronto serio e costruttivo tra la parrocchia, i residenti e le istituzioni competenti”.
Lagalla conclude: “Credo fermamente che una città capace di rispettare le regole, tutelare i diritti di tutti e prendersi cura dei bambini sia una città che investe nel proprio futuro. La coesione sociale, il rispetto reciproco e l’attenzione alle fragilità sono un bene comune: difenderli è una responsabilità che ci riguarda tutti, come cittadini ancora prima che come amministratori”.
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