Si chiamava Gianluca Rubino il motociclista 39enne che sabato sera alle 21.30 circa ha perso la vita in un tragico incidente avvenuto nel sottopassaggio della Strada statale 113 a Isola delle Femmine, all’altezza di Tecnomat. Un impatto violento che non ha lasciato scampo a Rubino. La strada è rimasta chiusa per tutta la sera col traffico che ha subito forti rallentamenti: le forze dell’ordine hanno eseguito i rilievi del caso che serviranno a chiarire l’esatta dinamica del sinistro autonomo.
Il 39enne era un’autista Amat
Gianluca Rubino era conosciuto a Palermo, lavorava infatti come autista dell’Amat l’azienda che gestisce il trasporto pubblico del capoluogo siciliano. Per chi lo conosceva lo definisce una “persona perbene”, “un vero amico, sincero ed educato” sempre con la voglia di ridere. Rubino, che non era sposato e non aveva figli, lascia un vuoto incolmabile tra i suoi familiari ed i suoi amici.
Il ricordo di amici e colleghi di Gianluca: “”Te ne sei andato troppo presto, eri un punto di riferimento per tanti”
Tanti i messaggi di cordoglio e ricordo da parte di amici e colleghi di lavoro come Giovanni che sui social scrive: “La vita sa essere davvero ingiusta. Te ne sei andato troppo presto a 39 anni, Gianluca Rubino, su quella moto che amavi tanto. Più che un collega, eri un punto di riferimento e un amico. Non riesco ancora a crederci. Fai buon viaggio, non ti dimenticheremo. Riposa in pace”.
Una scomparsa che ha lasciato tanto dolore e incredulità, come si evince anche dalle parole scritte da un amico nonché collega di Gianluca: “Non posso credere a quello che è successo. Non posso credere che non andremo più allo stadio insieme e ci vediamo da Ciccio porchetta. Non posso credere che non ti sentirò dire “vita miaaaaaaa” quando rispondevamo al telefono. Non posso credere di sentire non questo non lo mangio perché sono celiaco – ricorda Giovanni Buffa -. Non posso credere che non sentirò più dire “vita mi serve la mattina che poi devo uscire con una ragazza”. Non posso credere di non vederti più nella tua amata linea 704. Non posso credere di non vederti più per un aperitivo o semplicemente per 4 risate. Non posso credere di non percepire più la tua vitalità e la tua energia anche alle 5 del mattino in distribuzione. Non posso credere di non vederti più sorridere e non essere più qui non noi. No, non ci credo amico mio. A volte la vita è veramente ingiusta, specie con una persona come te. Gianluca “vita mia” mi hai dato un dolore atroce, ti porterò sempre nel mio cuore, ti voglio bene”.
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