Il 12 gennaio del 1988 l’ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco fu assassinato per mano mafiosa. Oggi, a 38 anni di distanza Roberto Lagalla ricorda la sua figura.
“Il ricordo di Giuseppe Insalaco, ucciso dalla mafia 38 anni fa, resta una pagina importante e dolorosa della storia di Palermo. Fu un sindaco che scelse di servire la città con rigore morale e senso dello Stato, pagando con la vita la sua volontà di affermare la legalità e la trasparenza amministrativa in una stagione particolarmente difficile per le istituzioni” dice l’attuale primo cittadino.
Lagalla: “Il suo esempio continua a essere un monito”
Lagalla prosegue: “A distanza di tempo, il suo esempio continua a rappresentare un monito per chi ricopre ruoli di responsabilità pubblica. Palermo non dimentica Giuseppe Insalaco e rinnova il proprio impegno nel custodirne la memoria”.
Insalaco, il sindaco dei cento giorni
La sindacatura di Giuseppe Insalaco, che successe a Elda Pucci, durò appena 101 giorni, dal 17 aprile al 13 luglio del 1984, e venne ribattezzato come il sindaco dei cento giorni. Fu assassinato il 12 gennaio 1988 in via Cesareo (Nel 2022 un tratto di quella strada è stato intitolato alla sua memoria, ndr) al volante della sua vettura. I killer, Domenico Ganci e Domenico Guglielmini, usarono una Vespa lasciarono sul posto un casco e la pistola utilizzata per il delitto di matrice mafiosa.
Nonostante l’evidenza delle prove i due assassini vennero condannati all’ergastolo dopo anni e soltanto grazie alle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
Accusò Ciancimino
Vicinissimo, politicamente, all’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, non esitò ad accusarlo in commissione antimafia e che cercò anche di contenere corruzione e malaffare in Comune per poi trovarsi indagato per corruzione.

