Quarantasette anni senza Mario Francese. Palermo ricorda (e piange) il giornalista ucciso dalla mafia il 26 gennaio del 1979. In viale Campania, davanti alla lapide che intitolata al cronista assassinato per le sue inchieste sulla nuova mafia di Corleone all’assalto di Palermo, oltre al figlio Giulio e alle autorità cittadine con in testa al sindaco Roberto Lagalla e il prefetto Massimo Mariani, si sono radunati anche tantissimi studenti delle scuole del quartiere.
Il ricordo di Mario Francese, gli studenti protagonisti
E quest’anno sono stati loro i veri protagonisti della cerimonia che si è aperta con la deposizione della corona di fiori da parte del sindaco alla quale è seguita un minuto di silenzio.
Quindi, chiamati da Giuseppe Rizzuto segretario regionale di Assostampa Sicilia che ha organizzato la cerimonia in collaborazione con il Gruppo cronisti, hanno preso la parola i ragazzi della scuola media Marconi che proprio l’anno scorso ha intitolato uno dei suoi plessi alla memoria di Mario Francese.
I ragazzi hanno letto una serie di brani preparati in questi giorni con l’aiuto degli insegnanti coordinati dalla professoressa Carla Nicolicchia, responsabile della legalità. Testi sulla libertà di stampa, sul coraggio civile del giornalismo, sulla memoria di Mario Francese e sul suo esempio che hanno emozionato i presenti.
I vari interventi istituzionali
Dopo di loro sono intervenuti i ragazzi del plesso Pareto, del liceo Duca degli Abruzzi, guidati dalla professoressa Liliana Ursi e quindi ci sono succeduti gli interventi del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Concetto Mannisi, del prefetto di Palermo Massimo Mariani e del sindaco Roberto Lagalla.
Tra il pubblico il presidente della corte d’Appello Matteo Frasca, il presidente della sezione della Anm di Palermo Carlo Salvatore Hamel e il giudice Giuseppe De Gregorio della Fondazione Progetto legalità. Quindi il questore Vito Calvino, il comandante provinciale dei carabinieri Luciano Magrini, il comandante provinciale della guardia di finanza Domenico Napolitano, il generale di Brigata dell’Esercito Francesco Principe il comandante della polizia municipale Angelo Colucciello e per i vigili del fuoco Fabrizio Ganci. Presenti per il Comune anche gli assessori Giampiero Cannella e Maurizio Carta e l’ottava Circoscrizione con il presidente Marcello Longo e la consigliera Giusi Chinnici.
Con il presidente dell’Ordine dei giornalisti erano presenti anche i consiglieri Filippo Mulè e Franco Nuccio e il revisore dei conti Salvo Messina e il direttore del Giornale di Sicilia Marco Romano.
Il gruppo cronisti è stato rappresentato da Mario Pintagro e il Gruppo pensionati dalla presidente Claudia Mirto. L’Inpgi è stato presente con il presidente Roberto Ginex. Il collega Luigi Perollo ha portato il saluto dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.
A concludere la manifestazione il saluto e ringraziamento di Giulio Francese, figlio di Mario, che ha sottolineato l’importanza alla presenza dei ragazzi che hanno toccato le corde profonde e il senso del lavoro di suo padre che per molti anni, purtroppo, era stato dimenticato nel silenzio di una Palermo che invece oggi lo ha riscoperto e ne fa uno dei suoi eroi uccisi nella lotta contro la mafia.
Lagalla: “Mario Francese ha scelto ricerca della verità come missione civica”
“Nel 1979 Palermo non aveva ancora piena consapevolezza dell’esistenza di una mafia che avvelenava i pozzi del futuro. Fu grazie a una progressiva sensibilizzazione delle coscienze che si comprese come quella fosse il vero cancro della società, e che per debellarlo il prezzo da pagare sarebbe stato altissimo: il sangue e il sacrificio di magistrati, servitori dello Stato e giornalisti. Mario Francese è stato uno di quei giornalisti che, con spirito di servizio e profondo senso del dovere, ha scelto la ricerca della verità come missione civile, anche a costo della propria vita”. Lo ha detto il sindaco Roberto Lagalla che stamattina ha partecipato alla cerimonia in ricordo del giornalista Mario Francese.
“In anni segnati dalla collusione tra istituzioni e organizzazioni mafiose – ha aggiunto – il suo lavoro ha rappresentato un esempio di coraggio, indipendenza e responsabilità verso la collettività. A 47 anni dalla sua scomparsa, Palermo rende omaggio a un uomo che ha contribuito, con il suo sacrificio, a cambiare la storia di questa città. È anche grazie a giornalisti come Mario Francese se oggi Palermo non vive più la stagione drammatica e oscura dei decenni passati, ma può guardare al futuro con una maggiore consapevolezza democratica e civile”.
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