Palermo, strade invase dai rifiuti è tutta colpa della Nazionale - QdS

Palermo, strade invase dai rifiuti è tutta colpa della Nazionale

redazione

Palermo, strade invase dai rifiuti è tutta colpa della Nazionale

giovedì 08 Luglio 2021 - 00:03

Assenze sospette dei dipendenti Rap per le partite degli Europei di calcio. Nonostante le rassicurazioni, si teme già per la finale di domenica. E così le “Notti magiche” sono diventate... “sudice”

PALERMO – La colpa delle più recenti emergenze rifiuti in città è tutta di Roberto Mancini. Se le strade non sono state ripulite a dovere, in particolare in concomitanza con le più recenti partite della Nazionale agli Europei di calcio, il responsabile è soltanto uno: il commissario tecnico della nazionale. Se gli azzurri infatti fossero usciti al primo turno, evitando così le partite serali contro Austria, Belgio e Spagna, i netturbini della Rap avrebbero regolarmente svolto il proprio lavoro, evitando di lasciare i rifiuti in strada.

Ironia a parte, è questo il quadro, assolutamente tragicomico, venuto fuori nel corso di una lunga conferenza stampa in cui l’amministratore unico della Rap, Girolamo Caruso, ha fatto il punto sullo stato di salute dell’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti in città. Un momento in cui sono state affrontate a tutto campo le criticità con cui ogni giorno si è costretti a fare i conti.

Come sottolineato da Caruso, “ieri (martedì, quando gli azzurri sono scesi in campo contro la Spagna, ndr) non si sono presentati 23 netturbini e per noi non è un numero marginale. Volendo usare un paragone calcistico, è come avere una squadra con undici giocatori e una panchina vuota. Basta poco per fare saltare due-tre itinerari con venti dipendenti che non si presentano per malattia o per altro”. E oltre al danno, la beffa, poiché l’azienda non può intraprendere azioni conseguenti: “L’unico provvedimento che possiamo adottare è la visita fiscale, ma serve a poco. Credo comunque che il problema sia ormai superato”.

L’ottimismo dell’amministratore unico di Rap è legato a un accordo siglato con il sindacato, che poneva dei limiti sul tetto di 150 ore di straordinari. “Spero – ha sottolineato Caruso – che in occasione della finale di domenica non si ripeterà ciò che è accaduto in occasione delle ultime tre partite. Comunque ha portato fortuna visto che abbiamo vinto, ma vorrei le due cose insieme: la città pulita e l’Italia trionfare”.

Al di là delle battute, ciò che emerge è un quadro desolante e di grande difficoltà. “La Rap – ha spiegato il vertice dell’azienda in conferenza stampa – è fragile, non dal punto di vista finanziario, ma organizzativo. Va rifondata e rivoltata come un calzino. In questo momento di crisi per il personale ho trovato 120 dipendenti non idonei. Alcuni di questi sono stati già miracolosamente tornati idonei e potranno contribuire a superare questa emergenza rifiuti”.

“Avevo promesso – ha aggiunto – che entro sabato l’emergenza sarebbe stata superata. In realtà siamo arrivati a domenica notte-lunedì mattina, ma quelle novecento tonnellate che prima erano per strada adesso sono in discarica. Questo non significa che non ci siano ancora delle piccole sacche di rifiuti per tutta una serie di vicende legate da una parte al ‘palermitano tipo’ e dall’altra alle fragilità che ha quest’azienda”.

Fragilità che, secondo Caruso, potrebbero essere risolte con una nuova infornata di assunzioni. “Nel 2013 – ha evidenziato – quando l’azienda è nata, aveva 2.370 dipendenti. Adesso siamo a 1.665. Siccome dobbiamo puntare sulla differenziata attraverso un progetto da cinquanta milioni di euro servono nuove assunzioni. Devono essere assunti almeno quaranta autisti e nuovo personale giovane per garantire un servizio più efficiente alla città. Occorre iniziare la raccolta differenziata nelle periferie, in quelle zone di contatto con i comuni limitrofi, Isola, Capaci, Monreale, Villabate, Ficarazzi. Troppo spesso l’indifferenziato raccolto in quei comuni viene gettato nei cassonetti della Rap”.

“Occorre puntare – ha rimarcato – sulla raccolta della spazzatura e sul decoro urbano. Per questo stiamo valutando, prima di verificare la disponibilità di altre aziende partecipate, la possibilità di affidare la raccolta degli ingombranti a privati. La raccolta ci costa oltre due milioni di euro e non è più sostenibile anche in relazione alle forze in campo”.

Quello della raccolta degli ingombranti sarebbe il secondo servizio che viene affidato ai privati in precedenza gestito dalla Rap. “Si stanno ultimando – ha spiegato l’assessore comunale ai Rapporti funzionali con Rap e Srr, Sergio Marino – le procedure per affidare la manutenzione delle strade a otto ditte private una per ogni circoscrizione. In poco tempo l’assessore comunale alle Manutenzioni, Maria Prestigiacomo, potrà affidare il servizio. Sono d’accordo che Rap deve puntare sulla raccolta e soprattutto sulla differenziata per ridurre il grosso carico di rifiuti che arriva dai comuni della provincia”.

Tra le uniche, buone notizie ci sono in ogni caso quelle legate alla discarica di Bellolampo. “Si è verificato – ha spiegato Girolamo Caruso – quello che si diceva in una pubblicità, ‘O miracolo’. Sono arrivato in discarica per rendermi conto dello stato dell’impianto e mi sono accorto che in una vallata dove c’era una vecchia vasca, non sapevo se era la numero due o la tre, c’era la possibilità di fare altro. Abbiamo fatto un progettino in trenta giorni e oggi c’è la possibilità di abbancare rifiuti almeno fino a febbraio per 150 tonnellate, significa mezzo anno. Noi possiamo tranquillamente aspettare che la Regione completi la settimana vasca o che quantomeno faccia una grande trance della settima vasca. Abbiamo così risolto un problema della Regione, del Comune e della Rap”.

“L’alternativa – ha concluso – sarebbero state 150 mila tonnellate da portare fuori. Dalle indagini che abbiamo fatto un’operazione del genere sarebbe costata non meno di 300 euro a tonnellata, che fanno 45 milioni di euro. I soldi per portali per questa operazione non ce li aveva nessuno”.

Tag:

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684

x