Sono stati consegnati ufficialmente i lavori della linea C del sistema tram di Palermo. Un importante appuntamento atteso da almeno due anni. La tratta collegherà la Stazione Centrale alla Stazione Notarbartolo, attraversando assi stradali importanti del capoluogo siciliano come corso Tukory, via Ernesto Basile e viale Regione Siciliana, per poi congiungersi al percorso dell’attuale linea 4 Calatafimi-Notarbartolo (sospesa mercoledì per gran parte della giornata a causa dei cavi tranciati da un furgone durante una manovra).
Cantieri nei prossimi giorni
Questa mattina non è avvenuta materialmente la posa della prima pietra perchè prima bisognerà effettuare dei passaggi preliminari. Il via libera dei lavori è arrivato poco dopo la verifica e la conseguente approvazione del progetto esecutivo condotta dalla società ICMQ, ovvero l’ente di validazione scelto dal Ministero dei Trasporti per valutare la proposta progettuale condivisa da Palazzo delle Aquile e dalla stessa ditta.
“Si tratta di un via importante – commenta l’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta -, avvenuto una volta completati tutti i passaggi per la sicurezza. Abbiamo aspettato il nulla osta da parte del Ministero. Si tratta di un tram che non avrà né catenarie né barriere. Sarà uno strumento di ausilio alla mobilità di questa città. Per completare tutto è previsto un tempo effettivo di 36 mesi“.
“Con le nuove tratte il sistema tranviario, per la prima volta, attraverserà la città garantendo il diritto alla mobilità anche ad altri importanti quartieri per connetterla senza spezzarla – continua Carta -, senza ferire il paesaggio urbano, senza imporre barriere. La scelta dei veicoli ibridi senza catenaria è anche una scelta estetica e culturale: restituiamo alla città strade libere da barriere e riqualificate, una viabilità che non subisce ma accompagna la qualità degli spazi pubblici. E mentre i primi cantieri apriranno, continueremo a progettare le tratte E sud e F, perché il tram che iniziamo a costruire oggi è il primo segmento di una rete che trasformerà strutturalmente il modo in cui a Palermo le persone muovono, respirano e abitano con una migliore qualità della vita.
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Linea C a Palermo, Lagalla: “Il sistema tranviario servirà anche a riannodare la città da sud a nord”
“Oggi Palermo scrive una pagina importante della propria storia – dice il sindaco Lagalla -. La consegna dei lavori del tram è la materializzazione di una visione di trasporto pubblico di massa che guida un’idea di città. Per troppi anni questa città ha avuto una visione di mobilità sostenibile rimasta monca. Da oggi quel progetto generale diventa cantiere, rotaie e stazioni, per essere una traiettoria urbana. Il sistema tranviario che stiamo costruendo non servirà soltanto a muovere i palermitani più velocemente ma servirà anche riannodare la città da sud a nord, a dare nuova vita ai quartieri più distanti dal centro, a costruire una identità urbana più giusta e più moderna. Palermo merita questo e noi siamo determinati a consegnarglielo”.
Chiusura anello ferroviario, i prossimi step
L’inizio dei lavori della linea C rappresenta il primo passo per il completamento dell’anello ferroviario, progetto voluto fortemente dall’amministrazione comunale. Poi si passerà alle linee B e A2, quelle che collegheranno Notarbarto alla zona Nord della città (particolare attenzione all’area dello stadio Renzo Barbera).
Il terzo step riguarderà le linee E1, E2 (che rientra nel masterplan del quartiere Zen) ed F. Quest’ultima linea si inserirà nella più ampia riqualificazione del waterfront di Palermo.
Un investimento quello dell’anello tramviario da oltre 500 milioni di euro, comprese le altre linee in attesa di finanziamento (ovvero la linea D, la tranche restante della linea E nord e la linea G), che permetterà di collegare l’area dello stadio Renzo Barbera sia al centro che alle borgate marinare.
Le caratteristiche tecniche della linea C
A spiegare l’aspetto tecnico dei nuovi tram e della linea C è Lucio Perilli, direttore Tecnici ATI Sis. “La linea C collegherà piazza Giulio Cesare alla giunzione della linea 4 attualmente presente su corso Calatafimi. Ci sarà un punto di ricarica nei terminal per i mezzi, i quali avranno un alimentazione ibrida. Il progetto è innovativo perché separa il flusso tramviario da quello veicolare in tutti e tre i passaggi chiave in città. Sullo svincolo Basile verrà realizzato un tunnel sotterraneo in corrispondenza dell’intersezione con viale Regione Siciliana, riemergendo nei due controviali. Arrivati allo svincolo di corso Calatafimi, verrà realizzato un viadotto metallico con un sollevamento di cinque metri rispetto al piano strada. Infine, su piazzale Einstein, verranno eliminate le attese semaforiche“.
Il sistema tranviario presenterà importanti innovazioni tecnologiche. “Si tratta del primo tram a batteria d’Italia, fatto che ha richiesto tempi lunghi per l’omologazione dei sistemi e dei mezzi. Il nostro nuovo tram è dotato del sistema ATS (Authomatic Train Stop), capace di rilevare lo stato vigile del conducente. Nel caso di malore, il sistema ha un meccanismo di arresto automatico. Lo stesso avviene nel caso di violazione da parte di automobilisti disattenti“.
Incerto il futuro degli alberi di via Ernesto Basile
Da registrare la protesta di un gruppo di ambientalisti davanti la sede dell’azienda sulla possibilità di rimozione degli oltre 200 alberi di ficus lungo la via Ernesto Basile. A dare voce ai cittadini durante la conferenza stampa è stata la capogruppo del M5S Concetta Amella.
“Inaccettabile che nella città più inquinata d’Italia si condannino a morte i 223 alberi di ficus. Si sta realizzando una linea del sistema tram, contro la quale non ho nulla. Sono contraria all’abbattimento degli alberi, in barba alle indicazioni del Consiglio Comunale e ai principi ambientali. Gli alberi non sono un arredo. Sono vere e proprie infrastrutture che contribuiscono a migliorare la bellezza dei luoghi, la qualità urbana, la vivibilità e la qualità dell’aria. Esprimo tutta la mia contrarietà verso questa decisione. Stiamo condannando a morte 223 alberi. E’ ingiusto. E’ una di quelle cose di cui in futuro questa Amministrazione si dovrà vergognare“.
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