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Palermo, trattative interrotte all’Aran: scatta la protesta

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Palermo, trattative interrotte all’Aran: scatta la protesta

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lunedì 16 Maggio 2022 - 19:56

Nel pomeriggio sono state interrotte le trattative all’Aran Sicilia, con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego regionale, davanti all’impossibilità di procedere sul tema del rinnovo del contratto regionale di lavoro e della riclassificazione del personale.

Lo rendono noto le organizzazioni sindacali Cobas/Codir e Sadirs che, “davanti all’impossibilità di prevedere misure strutturali di riforma del personale che producano l’efficientamento della macchina amministrativa e diano risposte alle aspettative del personale, hanno dichiarato l’indisponibilità a procedere ulteriormente e hanno indetto una manifestazione (a Palermo e Catania per il 25 maggio prossimo) invitando tutte le organizzazioni sindacali ad aderire.

Le due manifestazioni di protesta avranno luogo, in contemporanea, a Palermo e Catania nel corso della giornata di mercoledì 25 maggio prossimo”, si legge in una nota.

“Il governo regionale – sottolineano le Segreterie Generali Cobas/Codir – Sadirs -, nonostante si fosse più volte impegnato, non ha stanziato le risorse necessarie alla riqualificazione e riclassificazione di tutto il personale, vanificando, di fatto, anni di battaglie sindacali e tavoli contrattuali per arginare il fenomeno dello sfruttamento e del lavoro nero all’interno dell’amministrazione e, cosa ancora più grave, vorrebbe arrivare alla sottoscrizione di un contratto di lavoro in cui non vi è alcuna traccia (neanche nella bozza di proposta contrattuale) delle procedure di riclassificazione di tutto il personale in un nuovo sistema classificatorio”.

Secondo Maurizio Camarda della Uil Fpl Sicilia “le risorse dell’ultima finanziaria sono del tutto insufficienti per riqualificare tutto il personale regionale. Chiediamo, quindi, un intervento da parte del governo Musumeci per uscire da questo limbo e in tempi rapidi. Di contro, infatti, c’è il rinnovo del contratto che son si può fermare per colpa di una azione non decisiva da parte della politica e che toglie aspettative ai dipendenti”.

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