Eppur si muove. Dopo anni di oblio e a tredici anni dall’ultima gara agonistica disputata, la pista del Velodromo Paolo Borsellino di Palermo ha riaperto agli allenamenti del ciclismo.
Si tratta di un primo atto importante verso la funzione naturale dell’impianto, inaugurato nel 1991, sta provando a vivere una seconda giovinezza. Negli ultimi mesi ha riaperto al pubblico ed è tornato a ospitare eventi sportivi come le partite della Serie D di calcio (e a riaprire i settori ampliando l’agibilità della capienza), alcuni concerti. Ma di ciclismo, almeno fino a inizio estate, nemmeno l’ombra. Fino allo scorso aprile quando la struttura tecnica regionale ha effettuato un sopralluogo e ha dato l’ok per svolgere gli allenamenti. Martedì scorso sono ripresi gli allenamenti dopo la pausa estiva con i ragazzi dell’attività giovanile che utilizzano la struttura – nata, è giusto ribadirlo per il ciclismo – il martedì e il giovedì.
Per la riapertura, invece, non ci sono tempi tecnici: “Siamo arrivati a questa soluzione grazie al dialogo con l’assessore allo Sport Alessandro Anello. Il poter svolgere gli allenamenti è un primo passo importante – sottolinea Fabrizio Cavaliere, coordinatore regionale – non abbiamo tempi certi per la riapertura alle gare ma stiamo lavorando e abbiamo avuto rassicurazioni da parte dell’amministrazione sul fatto che ci sia l’intenzione di sbloccare definitivamente la questione”.
Anello: “Rifacimento della pista e tribuna coperta nel piano triennale opere pubbliche”
A dare ulteriore speranza di una riapertura prossima è l’assessore comunale allo Sport Alessandro Anello che sottolinea: “Abbiamo dato alla Federciclismo la concessione per lo svolgimento degli allenamenti delle attività giovanili. Mentre per la riapertura definitiva della pista abbiamo impresso un dato importante: sia questa che la tribuna coperta sono state inserite nel piano triennale delle opere pubbliche. Abbiamo inserito definitivamente nell’annualità 2026 la progettazione esecutiva di entrambi i settori della struttura”.
Si tratta di una cifra di 2,8 milioni di euro per riportare definitivamente il Velodromo Paolo Borsellino agli antichi splendori di un impianto che ospitò nel 1994 i Mondiali di ciclismo su pista.
Tanto merito va dato anche ad Alessandro Mansueto, presidente della Asd Ciclotour, che tanto ha fatto per smuovere la situazione. A inizio anno scrisse una lettera aperta indirizzata alle istituzioni palermitane.
Tra i passaggi principali: “Per noi, avere il Velodromo non significa solo disputare gare. Significa salvare vite. Significa offrire a nostro figlio, a nostra figlia, un luogo sicuro dove pedalare. Lontano dal traffico impazzito, dalle strade dissestate, dalla distrazione degli automobilisti. In Italia, nel 2025, oltre 200 persone sono morte in bicicletta su strada. Sono padri, madri, figli. Sono vite spezzate. Ogni giorno che il Velodromo resta chiuso al ciclismo è un giorno in cui costringete un ragazzo ad allenarsi in condizioni di pericolo”. Parole che evidentemente sono arrivate a destinazione.
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