Roma, 26 nov. (askanews) – “I Mercati all’Ingrosso italiani oggi generano un fatturato di 11 miliardi di euro e movimentano 7 milioni di tonnellate di ortofrutta. Siamo una rete che si è modernizzata profondamente, anche grazie al PNRR, investendo in digitalizzazione e nuove infrastrutture. Eppure, a questo dinamismo corrisponde ancora una lettura istituzionale antica e sbagliata”. Lo ha detto Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, nel corso dell’evento “L’Atlante del Retail sull’ortofrutta” organizzato da Italia Fruit News a Bologna.
“Stiamo lavorando con il Governo per individuare formalmente i mercati strategici nazionali – ha aggiunto Pallottini – Non possiamo più essere trattati come ‘figli di un Dio minore’ o come semplici enti di rilevanza locale. Svolgiamo una funzione pubblica di sicurezza alimentare e tenuta economica per l’intero Paese. La nostra scelta di dialogare con il Ministero dell’Agricoltura, e non più solo con quello del Commercio, va proprio in questa direzione: allinearci ai modelli vincenti di Francia e Spagna, dove i mercati sono riconosciuti come asset strategici dello Stato”.
Pallottini è anche intervenuto sulla Grande Distribuzione Organizzata, sottolineando che il modello logistico della Gdo, “basato sul gigantismo delle piattaforme multiprodotto mostra i suoi limiti. È tempo di un ripensamento – ha detto – i Centri Agroalimentari si candidano a diventare le piattaforme specializzate del fresco per la GDO”.
“Se la GDO vuole intercettare davvero la domanda di ‘prodotto locale’, deve passare dai Mercati, perché è qui che si trova la produzione vera del territorio – ha spiegato Pallottini – offriamo spazi non solo per la compravendita, ma per la lavorazione e la logistica di prossimità. Invito le Organizzazioni di Produttori (OP) a superare la vecchia diffidenza verso i Mercati all’ingrosso. Non siamo il passato, siamo l’infrastruttura del futuro. Dobbiamo ‘scommettere insieme’: le OP portino il prodotto, noi forniamo la logistica e i servizi per valorizzarlo al meglio”, ha concluso Pallottini.

