Paola Tricomi, disabile grave, racconta sui social di aver subito una gravissima discriminazione da parte della compagnia aerea low cost “Ryan air”. Paola non può andare a discutere la tesi del dottorato alla Normale di Pisa perché la compagnia aerea non autorizza “il trasporto del ventilatore polmonare attivo a bordo, nonostante io abbia detto che senza non potrò respirare“. Lei dice: “E’ triste che bisogna ancora combattere per un semplice diritto come quello di respirare”.
Il ventilatore polmonare non può salire in aereo, viaggio e discussione tesi annullati
Racconta Paola sui social: “Ho acquistato dei biglietti Ryanair per andare a Pisa e discutere la mia tesi di dottorato, ma non mi è stato autorizzato il trasporto del ventilatore polmonare attivo a bordo, nonostante io abbia detto che senza non potrò respirare, nonostante io abbia dimostrato di aver volato già nel 2019 con Ryanair per la stessa tratta insieme al mio ventilatore polmonare attivo a bordo senza problemi e di aver volato con molte compagnie nazionali e internazionali col medesimo ausilio”.
La chat di conversazione con Ryanair pubblicate da Paola
Nessun rimborso per il biglietto
“Non mi verrà rimborsato il biglietto perché sul sito Ryanair questa regola nuova è scritta e quindi dovrei essere informata, ma la cosa più grave è che Ryanair ha il monopolio della tratta aerea Catania-Pisa e dunque non c’è proprio con cosa volare”.
L’appello di Paola
“Vorrei che questa notizia di grave discriminazione venisse annunciata alla stampa nazionale perché oltre ad essere insensata e totalmente illogica, è profondamente lesiva della dignità umana”.
Oggi la risposta di Ryanair, “Paola potrà volare”
In questi minuti, Paola ha pubblicato un post aggiornando sulla sua vicenda: “Finalmente Ryanair si è degnata di telefonare con un operatore italiano il quale ha detto che potrò volare senza problemi e che c’è stato un equivoco perché il ventilatore polmonare può volare senza alcuna difficoltà”.

