Algeri, 12 apr. (askanews) – (Di Serena Sartini)
L’Algeria attende Papa Leone. Tutto pronto (o quasi) per l’arrivo di Prevost nella capitale Algeri, dove è atteso domani mattina intorno alle 10. “E’ un sogno. Ci aspettiamo un bell’incontro, la visita del Papa qui è una benedizione – ci dice l’arcivescovo di Algeri, il cardinale Jean-Paul Vesco – un regalo per tutto il Paese. Mi attendo tante sorprese”.
Incontriamo il cardinale Vesco nella Cattedrale dove domani pomeriggio Leone incontrerà la comunità algerina. “Questa è la chiesa del Papa, non c’è differenza tra cristiani e musulmani. Qui nella Basilica portiamo la scritta ‘Nostra Madonna d’Africa, prega per noi e per i musulmani’. Pregheremo per tutti, Lavoriamo insieme per una società di pace”, prosegue il porporato.
Vi attendete un messaggio di pace? “Penso che il Papa si spenda tanto per la pace, l’ha detto fin dall’inizio del suo insediamento: ‘La pace sia con voi’. Ci parlerà molto di pace”.
Il Papa in una moschea “è una cosa molto bella”. “Significa accoglierlo in un luogo sacro di un’altra religione. È una cosa molto bella”. L’arcivescovo di Algeri racconta che il dialogo con l’Islam è buono in Algeria. “E la visita del Papa è un’occasione importante di incontro tra religioni. È proprio questo il concetto di libertà religiosa: il rispetto reciproco”.
Fervono i preparativi anche nel Centro di accoglienza e di amicizia delle Suore Agostiniane Missionarie di Bab El Oued. Qui il Papa – che già ben conosce il luogo perché visitato in più occasioni da cardinale – renderà omaggio alla memoria di due religiose di questa Comunità che, durante la guerra civile algerina, furono tra i 19 martiri uccisi tra il 1994 e il 1996.
“Il Papa è fiero di venire – racconta suor Lourdes Miguelez, spagnola, da 53 anni in Algeria -. La prima cosa che ha detto da Papa è che voleva venire a visitare l’Algeria. Porterà un messaggio di pace”. Suor Lourdes, agostiniana, conosce bene Robert Prevost. “Per me è un amico – dice – preghiamo per lui affinchè possa compiere la missione difficile e grande che ha verso il mondo intero. È un pastore, un fratello, un padre”. La missionaria sente spesso il Pontefice. “L’ultima volta gli ho scritto per fargli gli auguri di Pasqua, una settimana fa. E per dirgli che tutta l’Algeria lo attende. e noi siamo molto contenti di accoglierlo. Gli regaleremo una stola e un rosario”.

