“Questo è un luogo in cui le parole parlano più dei gesti, ma i gesti, per gli esseri umani, hanno bisogno di un cuore, per questo ci siamo radunati qui, per attingere dal Cristo l’amore che solo lui può darci perchè il mondo di oggi e di domani sia più umano per tutti”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso a Lampedusa, rivolgendosi al sindaco e alla popolazione presente al campo sportivo.
Papa Leone a Lampedusa benedice targa al molo Favaloro intitolata a Bergoglio
Papa Leone XIV dopo la tappa alla Porta d’Europa è arrivato al molo Favaloro, l’approdo per i barconi dei migranti, dove si è svolta una breve cerimonia per l’intitolazione del luogo a Papa Francesco che qui si era recato 13 anni fa. Nella targa celebrativa benedetta da Prevost si legge: “Molo Papa Francesco, luogo di approdo, speranza e umanità. Papà Leone XIV e le comunità delle Pelagie posero. Lampedusa, IV luglio 2026”. Il Papa ha poi incontrato alcuni migranti ospitati nell’hotspot di Contrada Imbriacola.
“La bellezza del mare, di quest’isola e dei vostri volti è un riflesso della sua iniziativa gratuita: l’amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco, che l’8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio da Successore di Pietro”. Così Papa Leone XIV nel corso della celebrazione della messa a Lampedusa. “Carissimi, oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico. Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti. Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l’hanno fatta a giungere dove speravano. Avvertiamo però la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso. Prima di qualunque considerazione intellettuale e convinzione”, ha aggiunto.
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