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Il parco auto siciliano è eccessivo, vecchio e inquinante

Il parco auto siciliano è eccessivo, vecchio e inquinante

Istat: Palermo è la città con i mezzi mediamente più recenti, ma ci sono 132,6 vetture infestanti ogni 100 a minore impatto. Catania detiene il primato regionale di veicoli circolanti, con 824 mezzi ogni 1.000 abitanti. E il traffico si satura

ALERMO – Il rapporto 2024 dell’Istat sul parco veicolare fotografa un’Italia a due velocità, ma con un unico comune denominatore: la dipendenza quasi assoluta dalle quattro ruote. Se a livello nazionale il dato di 701 vetture per 1.000 abitanti segna un primato nell’Unione europea (dove la media si attesta a 578), la Sicilia non solo si allinea a questa tendenza, superandola di gran lunga, ma in molte delle sue province la supera abbondantemente, trasformando la mobilità in un’emergenza sociale, ambientale e urbanistica.

Tasso di motorizzazione in Sicilia: Catania e Agrigento ai vertici nazionali

Catania detiene il primato regionale con lo sbalorditivo tasso di 824 autovetture ogni 1.000 abitanti. In termini pratici, significa che nel capoluogo etneo e nella sua provincia circolano più auto che cittadini adulti, una saturazione che rende la gestione del traffico e dei parcheggi una sfida quotidiana impossibile. Non è da meno Agrigento, che si attesta a quota 818. Questi numeri pongono le due province siciliane ai vertici non solo regionali ma nazionali, distanziando di oltre 100 punti la già alta media italiana. Al contrario, è paradossalmente la città più grande, Palermo, a registrare il tasso di motorizzazione più basso dell’Isola con 653 auto ogni 1.000 abitanti.

Un dato che, pur restando alto rispetto alle medie europee (come i 442 di Madrid o i 253 di Berlino), indica una leggera controtendenza. Se il tasso di motorizzazione ci dice quante auto possiedono i cittadini, la densità veicolare per chilometro quadrato urbanizzato ci spiega quanto queste auto pesino effettivamente sul territorio. Qui i dati diventano ancora più drammatici. Il record assoluto di “soffocamento” spetta a Enna, con 5.189 veicoli per ogni km² di superficie urbanizzata. Subito dopo troviamo Caltanissetta, con 4.931 veicoli per km², e Palermo con 4.480. L’unico territorio che sembra avere ancora un “respiro” spaziale è quello di Trapani, che si ferma a 2.146 veicoli per km², meno della metà rispetto al dato ennese, pur mantenendo un tasso di motorizzazione individuale elevato (762).

Indice potenziale inquinante Sicilia: parco auto vecchio e emissioni elevate

Il vero “tallone d’Achille” della Sicilia non è però solo la quantità di veicoli, ma la loro qualità, o meglio, la loro anzianità. L’indice del potenziale inquinante (calcolato sul rapporto tra autovetture ad alto/medio impatto e quelle a basso impatto) restituisce un’immagine preoccupante della salute dei siciliani. Catania è ancora una volta maglia nera con un indice di 151,7 vetture inquinanti (ogni 100 autovetture a basso impatto), seguita a ruota da Enna (150,4) e Agrigento (146,9). Per fare un confronto con il resto del Paese, basti pensare che nel Nord-est d’Italia questo indice è sceso per la prima volta sotto quota 100.

In Sicilia, invece, per ogni auto “pulita” o di nuova generazione, ne circolano mediamente una e mezza estremamente inquinanti (Euro 3 o inferiori). Questo invecchiamento del parco auto è sintomo di un divario economico persistente: il rinnovo del parco veicolare richiede incentivi e capacità di spesa che nel Mezzogiorno faticano a consolidarsi. Il risultato è un’aria carica di emissioni, con Palermo che, pur essendo la migliore dell’Isola, si attesta comunque su un indice di 132,6, ben lontano dai parametri di sostenibilità ideale.

Auto elettriche e ibride in Sicilia: Ragusa guida la transizione green

In questo scenario dominato dai combustibili fossili, si intravedono piccoli segnali di cambiamento. La transizione verso l’elettrico e l’ibrido in Sicilia ha un volto inaspettato: quello di Ragusa. La provincia iblea è la più virtuosa per quanto riguarda le auto a basse emissioni, con 130,8 veicoli green ogni 1.000 auto circolanti. Segue Palermo con 127,4 e Siracusa con 120,5. Sul fondo della classifica troviamo ancora una volta Enna, dove le auto a basse emissioni sono appena 76,1 su 1.000, meno della metà rispetto alla media delle province più avanzate del Nord Italia.

Mobilità e decarbonizzazione in Sicilia: una sfida ancora aperta

I dati del 2024 ci consegnano una Sicilia intrappolata in un paradosso: un’Isola che ama l’automobile ma che ne è vittima. Con un tasso medio di motorizzazione che sfiora le 750 auto per 1.000 abitanti e un parco veicolare che per il 90% a livello nazionale resta ancorato ai combustibili fossili, la strada verso la decarbonizzazione appare in salita. L’altissima densità urbana (con punte di oltre 5.000 veicoli/km²) impone una riflessione non più rimandabile sul potenziamento del trasporto pubblico e sulla mobilità alternativa. Senza un cambio di rotta radicale, il rischio è che la Sicilia resti ferma al semaforo, mentre il resto d’Europa corre verso un futuro a zero emissioni.