“Il finanziamento da 11,5 milioni di euro del progetto di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale dell’ex discarica di Acqua dei Corsari, oggi Parco Libero Grassi, non è a rischio e non lo è mai stato”. Lo assicura l’assessore all’Ambiente del Comune di Palermo Pietro Alongi che risponde alle dichiarazioni da parte dell’opposizione, in particolare Ugo Forello e Giulia Argiroffi. I due esponenti d’opposizione infatti avevano sostenuto che il finanziamento regionale da 11 milioni di euro per sostenere le opere risultava “a rischio per l’incapacità dell’amministrazione Lagalla di tradurre in atti concreti i proclami politici ed elettorali”..
“Proprio nelle ultime ore ho partecipato personalmente, insieme al Responsabile unico del procedimento, a un incontro di monitoraggio rafforzato presso l’Assessorato regionale Energia, Acqua e Rifiuti, alla presenza dei competenti uffici regionali e della struttura tecnica del Comitato di Sorveglianza dell’Autorità di Gestione. Si è trattato di un confronto serio e operativo che ha portato alla definizione di un cronoprogramma aggiornato e condiviso”.
“La rimodulazione dei tempi – prosegue – si è resa necessaria anche alla luce dei recenti eventi calamitosi legati al ciclone Harry, che hanno inciso sull’andamento delle attività. Il nuovo cronoprogramma prevede l’ultimazione dei lavori entro maggio 2027, in un quadro pienamente compatibile con il mantenimento del finanziamento”.
“Comprendo l’attenzione su un’area così importante per la città, ma ritengo altrettanto doveroso evitare allarmismi ingiustificati. L’Amministrazione sta lavorando con responsabilità e in costante raccordo con gli organi regionali per portare a termine un intervento strategico, garantendo il rispetto degli impegni assunti. Le polemiche non aiutano a risolvere i problemi – conclude – Ai cittadini dobbiamo fornire certezze, atti concreti e trasparenza: ed è esattamente ciò che stiamo facendo”.
Parco Libero Grassi, Amella: “Le parole di Alongi non ci tranquillizzano, immobilismo imbarazzante”
“Le dichiarazioni dell’assessore Alongi sul futuro del Parco Libero Grassi non ci rassicurano affatto – afferma il capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Consiglio Comunale di Palermo -. Sono piene di falsità e tentativi maldestri di giustificare un immobilismo imbarazzante e patetico. Scomodare, perfino, il ciclone Harry, che ha sì prodotto dei danni all’Arenella, all’Acquasanta e Mondello, è del tutto fuori luogo e non ha alcuna attinenza con i gravi ritardi accumulati sul Parco Libero Grassi”. Lo dice Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio comunale di Palermo, replicando a distanza all’assessore comunale all’Ambiente, Piero Alongi. Per la pentastellata “la verità è un’altra ed è sotto gli occhi di tutti”. “I lavori di bonifica e ripristino ambientale, propedeutici alla realizzazione del Parco Libero Grassi – sottolinea la consigliera comunale -, sono stati consegnati il 28 marzo 2025, dopo anni di attesa. Secondo il cronoprogramma, avrebbero dovuto concludersi entro 12 mesi, dunque entro fine febbraio 2026. Invece, il cantiere si è fermato quasi immediatamente dopo l’avvio, lasciando l’area in una condizione di totale stallo per mesi”.
Parco Libero Grassi di Palermo, nuovo inizio da zero?
“Solo a dicembre si è registrata una ripresa dei lavori – ricorda Amella -. Ma proprio a ridosso della scadenza prevista per la consegna del parco alla città, l’assessore Alongi si accorge improvvisamente della necessità di ulteriori approfondimenti progettuali, sia sotto il profilo paesaggistico sia per la fruibilità del sito. Una presa d’atto tardiva e grave, che ha portato l’amministrazione a fare un passo indietro. Con una determina del 3 febbraio scorso, infatti, lo stesso assessore Alongi ha disposto l’affidamento di una consulenza esterna del valore complessivo di oltre 124mila euro, incaricando un gruppo di professionisti – definiti di ‘elevata professionalità’ – guidato a titolo gratuito da Alice Grassi, per rivedere un progetto già approvato”.
“Di fatto, siamo di fronte all’ennesima ripartenza da zero – conclude la capogruppo del M5s -. Nel frattempo, sul campo non si registrano risultati concreti: qualche intervento sporadico e poco più, mentre l’area continua a versare in uno stato di abbandono. E non si tratta di un caso isolato. Anche i cantieri per il rilancio della Costa Sud restano fermi, confermando l’immagine di una città bloccata, priva di una strategia chiara, di una visione e di tempi certi”. Amella assicura: “Nei prossimi mesi, vigileremo affinchè il nuovo cronoprogramma venga rispettato minuziosamente”.
Cosa prevede il progetto del parco Libero Grassi
Il progetto prevede la copertura dell’intera area attraverso la realizzazione di un telo impermeabile e un geotessile di protezione, per poi proseguire con la creazione di uno strato di terreno vegetale con spessore idoneo all’attecchimento di nuova vegetazione. Nell’ambito dell’intervento è compreso anche il ripristino del teatro del Sole, dei camminamenti e degli spazi pedonali esistenti. Oltre alla collocazione di una scogliera radente sul bordo al mare, realizzata con un misto di massi naturali, per il contrasto all’erosione costiera in atto. Tra le somme a disposizione dell’amministrazione sono comprese le risorse per il ripristino delle barriere frangiflutti per la realizzazione dell’impianto di vegetazione e delle attrezzature, arredi e opere di finitura del parco. Sarà esaminata, infine, anche la possibilità di eliminare lo scarico fognario esistente. Il tempo previsto per la fine dei lavori era di 12 mesi, ma dopo le parole di Alongi la consegna dei lavori è stata posticipata a maggio 2027.
Parco “Libero Grassi”, la storia
Il sito è ormai una ex discarica incontrollata di terra, rocce da scavo e inerti provenienti da lavori edili, attiva fino agli anni Ottanta, utilizzata spesso da ignoti per l’abbandono di vecchie carcasse di auto. Dopo un primo intervento nel 2010 di sistemazione del suolo, comprendente la realizzazione dei camminamenti, del teatro all’aperto e degli spazi pedonali, ancora oggi visibili, e di opere di protezione costiera, utili a contenere il processo di erosione, il rilevamento del superamento della concentrazione di soglie di contaminazione in alcuni campioni di suolo e l’innovazione normativa intervenuta hanno, tuttavia, reso necessario l’inserimento dell’area nell’elenco dei siti contaminati della Regione Siciliana con conseguente interdizione all’uso.
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