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In tanti a difesa del parco Uditore al sit-in, “No alla chiusura, risorsa unica per Palermo”

In tanti a difesa del parco Uditore al sit-in, “No alla chiusura, risorsa unica per Palermo”
Il sit in al parco Uditore

Famiglie con bambini, runner e non solo: in tanti presenti sabato mattina all’interno dell’area verde di piazzale Einstein

Erano un centinaio le persone presenti al parco Uditore sabato mattina al sit-in organizzato all’interno dell’area verde della V Circoscrizione di Palermo per dire no alla chiusura del parco. Da intere famiglie a runner che quotidianamente utilizzano l’area, in tanti si sono recati in piazza Einstein per difendere l’area verde a rischio chiusura

“Dopo mesi di silenzio chiediamo un tavolo tecnico per portare avanti il Parco Urbano – dice Piero D’Angelo, presidente della cooperativa che gestisce il parco che aveva denunciato la situazione a QdS.it -. Non riusciamo a portare avanti il progetto, chiediamo tempi certi per la riqualifica e un sostegno per la gestione, per i dipendenti. Chiediamo un aiuto dalle istituzioni, comincino i lavori di ristrutturazione dei beni immobili necessari per l’autogestione e un sostegno economico concreto”.

“Un parco che è patrimonio di tutti: dei bambini, delle famiglie, degli anziani, degli sportivi. Di chi ha tempo e di chi va di fretta, di chi abita il quartiere e di chi lo raggiunge per poter respirare nel verde. Il Parco Uditore è prima di tutto della città: non è un affaire politico, non appartiene a nessuna fazione, solo a se stesso e a chi lo frequenta. Basta fare due conti: è un parco urbano e già il termine parla da sé; in linea d’aria gli spazi verdi più vicini sono le ville storiche, qualche giardino poco curato, il Foro Italico, o addirittura la Favorita, il resto è cemento. Perché allora non difendere e sostenere Parco Uditore?”. Così spiegano gli organizzatori della manifestazione, sottolineando che “immobilismo e silenzio spesso fanno più male delle azioni”.

Parco Uditore a rischio chiusura, i cittadini: “Togliere questo polmone verde sarebbe un grosso danno”

“Il parco Uditore è una risorsa unica nel suo genere qua a Palermo – afferma una giovane mamma che ha voluto partecipare insieme alla famiglia al sit-in. “Gestito da volontari, persone serie e vere che credono nel futuro e non si lasciano scoraggiare da quello che c’è giro. Noi ci crediamo e vogliamo partecipare a questa battaglia anche per la nostra bambina, per darle un futuro migliore in una città bellissima, lasciata spesso al degrado per la mancanza delle istituzioni. Non dobbiamo fare chiudere il parco”.

“Io vengo con i miei tre figli che sono felici di stare qui e da tre mesi porto anche il mio cane. Il parco Uditore è un luogo inclusivo che ti permette di respirare una sana vita”, dice un’altra frequentatrice dell’area verde. All’interno del parco si registra la presenza anche di molti runner che approfittano dell’ampiezza dell’area per fare attività fisica: “Quotidianamente vengo qui a correre – dichiara Luisa -, un modo per fare attività fisica. Un modo di vivere la città nel verde, levare questo polmone sarebbe un grave danno per la cittadinanza e per tutti quelli che vengono quotidianamente al parco. Poi conosco i gestori e vi dico che questi ragazzi si sono spesi tanto per il parco. Noi come comunità ci muoviamo sempre, ma se poi la politica non ci sostiene diventa complicato”.

GUARDA IL VIDEO DEL SIT-IN: LE PAROLE DEI FREQUENTATORI

Presente anche la consigliera comunale Pd Mariangela Di Gangi: “Il Parco Uditore rischia infatti oggi la chiusura. Ma parliamo di uno spazio pubblico e prezioso, restituito alla città grazie a un’esperienza costruita negli anni con impegno, partecipazione e lavoro quotidiano, diventando un punto di riferimento per famiglie, bambini e bambine, associazioni e comunità tutta. Il fatto che un’esperienza come questa venga oggi messa in discussione, nonostante l’impegno di chi in questi anni ha fatto di tutto per tenerla in vita, è una chiara manifestazione della mancanza di impegno da parte delle istituzioni competenti. Anche se fossimo di fronte soltanto a m sciatteria, sarebbe comunque colpevole e imperdonabile”.

“È evidente che la titolarità dell’area è regionale – continua Di Gangi -, ma questo non può tradursi in un rimpallo di responsabilità mentre un bene comune rischia di chiudere. Per quanto riguarda ciò che è nelle nostre competenze, la questione dell’acqua è dirimente. È necessario che Amap proceda con la massima rapidità al ripristino del contatore, per garantire le condizioni minime di vivibilità del parco”.

Parco Uditore, attesa per l’affidamento degli immobili

Dal 2017 la cooperativa opera sulla base di una convenzione con la Regione, tramite il Corpo forestale, che prevede l’affidamento di alcune strutture presenti all’interno del parco. Gli spazi avrebbero dovuto ospitare una ludoteca, una fattoria didattica, uno spazio polifunzionale per mostre ed eventi e un caffè letterario: attività pensate per sostenere economicamente la gestione del parco e coprire i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. A oggi, a distanza di nove anni dalla firma della convenzione, le strutture non sono ancora state consegnate. Nonostante ciò, la Cooperativa Parco Uditore ha continuato a garantire la cura e l’apertura del parco grazie al lavoro costante di dieci persone, sette dipendenti e tre volontari, mantenendo vivo uno spazio pubblico nato dalla partecipazione dei cittadini e restituito alla comunità.

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