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Parità di genere, un traguardo ancora lontano per l’Italia

Parità di genere, un traguardo ancora lontano per l’Italia

L’Italia è ancora lontana dalla parità di genere: lavoro, autonomia economica, violenza e divario STEM. La sfida dell’Agenda 2030.

Mentre il 2030 si avvicina, l’obiettivo dell’Agenda ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) di raggiungere la parità di genere sembra ancora un traguardo lontano per l’Italia. Non è solo una questione di leggi scritte, ma una realtà che viviamo ogni giorno: nel nostro Paese lavora poco più di una donna su due, circa il 52,5%. Questo dato ci colloca agli ultimi posti in Europa e nasconde una verità profonda: il peso della casa e dei figli ricade ancora quasi tutto sulle donne.

Lavoro femminile e carichi familiari: i dati Istat sulle rinunce

Secondo i dati Istat, il 33,9% delle donne non lavora per motivi familiari, mentre per gli uomini questa percentuale è solo del 2,8%. È un impegno enorme che non viene pagato né considerato importante a livello sociale, specialmente al Sud.

Autonomia economica e libertà: Obiettivo 5 e sicurezza delle donne

L’autonomia economica è la base per essere davvero libere di scegliere il proprio futuro. Senza uno stipendio proprio, uscire da situazioni difficili o di pericolo diventa quasi impossibile, perché la mancanza di soldi blocca ogni tentativo di indipendenza. L’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 punta proprio a questo: eliminare ogni discriminazione e proteggere donne e ragazze. Eppure, l’indagine Istat Sicurezza delle donne del 2025 mostra una realtà durissima: circa 6 milioni e 400 mila italiane (il 31,9%) hanno subito violenza fisica o sessuale nella vita. Le fonti dicono che il 18,8% ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali. I dati mostrano che la violenza avviene purtroppo spesso all’interno delle relazioni affettive, dove invece dovrebbe esserci fiducia.

Violenza psicologica ed economica: una barriera invisibile

Molte donne subiscono violenza psicologica (17,9%) ed economica (6,6%), ovvero quando il compagno controlla il denaro per togliere libertà alla donna. Questa mancanza di autonomia finanziaria è una barriera invisibile che impedisce di ricominciare. Oggi però siamo più consapevoli del pericolo e chiediamo più aiuto ai centri antiviolenza. Anche se le denunce sono ancora poche (10,5%), le donne stanno alzando la testa: quasi la metà di chi vive una relazione violenta decide di chiuderla proprio per questo motivo, nonostante le difficoltà materiali che seguono alla separazione.

Global Gender Gap e PIL: perché la parità conviene

A livello mondiale, l’Italia è all’85° posto nel Global Gender Gap Report 2025. In Europa siamo tra gli ultimi, ma il Fondo monetario internazionale spiega che se le donne lavorassero quanto gli uomini, la ricchezza dell’Italia crescerebbe tantissimo, con un impatto sul PIL fino al 23%. La parità conviene a tutta la società. C’è poi un rischio per il futuro: anche se le ragazze sono la maggioranza all’università, nei corsi scientifici e tecnologici (STEM) sono ancora troppo poche. Solo il 20,6% sceglie informatica e questo è un problema, perché le nuove tecnologie rischiano di essere progettate con un punto di vista solo maschile, portandosi dietro vecchi pregiudizi che potrebbero influenzare il mondo di domani. Qualche segnale positivo arriva dalle grandi imprese. Un esempio è Eni che, pur operando in un settore storicamente maschile come quello dell’energia, punta molto sull’inclusione.

Eni e politiche inclusive: pari opportunità e transizione energetica

Nel suo Bilancio di sostenibilità, Eni ha dimostrato un forte impegno nel promuovere politiche inclusive e di pari opportunità, promuovendo il ruolo delle donne all’interno dell’azienda e nella società. Il tema della parità di genere è alla base di numerosi progetti di sviluppo sostenibile che promuovono le pari opportunità come fattore di crescita di tutta la comunità, e si concretizza in un efficace supporto alle donne nei loro percorsi di carriera. Questa visione si allinea con l’idea che per affrontare le sfide della transizione energetica servono ambienti di lavoro dove tutti abbiano le stesse possibilità e che l’innovazione tecnologica passa da una cultura più equa.

Certificazione parità di genere e bandi: strumenti per cambiare

Anche la Certificazione della parità di genere sta spingendo le imprese a ridurre le differenze di stipendio e a non penalizzare chi deve gestire i figli o i carichi di cura. Esistono poi bandi nazionali e regionali nati apposta per aiutare le donne a fare impresa e a mettersi in proprio. Questi strumenti sono fondamentali perché l’Obiettivo 5 non deve restare solo un concetto scritto su un foglio, ma diventare realtà nelle scuole, nelle università e negli uffici.

Parità entro il 2030: scuola, sicurezza e autonomia

Raggiungere la parità entro il 2030 significa dare a ogni ragazza la possibilità di studiare ciò che ama e di vivere sicura, senza dover rinunciare ai propri sogni per colpa degli stereotipi o della mancanza di mezzi economici. È un cambiamento culturale profondo che deve coinvolgere tutti, per costruire un Paese dove il talento non dipenda dal genere e dove essere libere non sia un privilegio, ma la normalità. Solo investendo davvero sull’indipendenza delle donne e abbattendo i muri del pregiudizio potremo raggiungere un progresso vero e sostenibile per tutta la società italiana, garantendo a ogni donna la possibilità di autodeterminarsi in totale sicurezza e piena autonomia finanziaria.

Giovanni Liuzzo Scorpo, Samantha Manno, Rundo Aurora
Classe 3A ITBA“R. L. Montalcini” Gagliano C.to