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Parkinson, al G.Pini-Cto nuova terapia migliora controllo sintomi

Parkinson, al G.Pini-Cto nuova terapia migliora controllo sintomi

Infusione continua levodopa combinata con carbidopa e entacapone

Milano, 18 mar. (askanews) – Per la prima volta in Italia, è disponibile al Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’Asst Gaetano Pini-Cto, a Milano, una nuova terapia per i pazienti affetti da malattia di Parkinson. Il trattamento consiste in un’infusione continua a livello digiunale di levodopa, farmaco comunemente utilizzato per la cura del Parkinson, in associazione con carbidopa e entacapone.

A spiegare i meccanismi del trattamento è la dott.ssa Giulia Lazzeri, responsabile delle terapie infusionali del Centro Parkinson e Parkinsonismi: “Alla levodopa sono associati carbidopa ed entacapone. La carbidopa riduce la conversione della levodopa in dopamina nei tessuti periferici, consentendo a una maggiore quantità di levodopa di raggiungere il cervello. In questo modo aumenta l’efficacia del trattamento e si riducono alcuni effetti collaterali periferici, come nausea e vomito. L’entacapone agisce invece rallentando la degradazione della levodopa nell’organismo, prolungandone l’effetto terapeutico. L’elemento innovativo di questa terapia è rappresentato dall’associazione dei tre farmaci, mentre la modalità di somministrazione è già utilizzata nella pratica clinica per altre terapie a base di levodopa. Questa combinazione permette di migliorare la disponibilità e la durata d’azione del farmaco, contribuendo a rendere più stabile la risposta clinica durante la giornata. Il trattamento è rivolto ai pazienti con malattia di Parkinson in fase avanzata, in particolare a coloro che presentano fluttuazioni motorie e discinesie (movimenti involontari, a scatti o lenti e continui, che coinvolgono spesso collo, tronco, arti o volto) non adeguatamente controllate dalle terapie farmacologiche convenzionali”.

“L’avvio di questa terapia rappresenta un importante traguardo clinico e organizzativo per il nostro Centro e amplia le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti con malattia di Parkinson in fase avanzata. L’obiettivo è garantire un controllo più stabile dei sintomi e favorire un miglioramento concreto della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie” dichiara il prof. Ioannis Ugo Isaias, Direttore del Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’Asst Gaetano Pini-Cto.

Il percorso inizia con una valutazione specialistica da parte di un’équipe multidisciplinare. Successivamente viene posizionato il sondino attraverso una procedura endoscopica. Una volta avviata la terapia, il dosaggio viene progressivamente adattato alle esigenze del paziente. Il trattamento viene poi monitorato nel tempo attraverso controlli periodici.

“Il principale beneficio atteso dal trattamento è un controllo più stabile dei sintomi motori, con miglioramenti che possono essere osservati già nelle prime settimane di terapia. I rischi, invece, possono essere legati sia alla procedura di posizionamento del sondino sia alla terapia. Tra le possibili complicanze vi sono infezioni o irritazioni nel punto di inserzione del sondino, dislocazione del sondino o complicanze procedurali. Come per altre terapie dopaminergiche, possono inoltre comparire discinesie, ipotensione, nausea o disturbi neuropsichiatrici in alcuni pazienti. Per questo motivo, al fine di garantire l’efficacia e l’aderenza alla terapia, il trattamento deve essere gestito in centri specialistici, dove operano in stretta collaborazione neurologi esperti in disturbi del movimento, farmacisti ospedalieri, infermieri con competenze specialistiche, psicologi e nutrizionisti”, spiega la Dott.ssa Lazzeri.

“L’introduzione di questa nuova opzione terapeutica rappresenta un passo importante per il nostro ospedale e per la presa in carico dei pazienti affetti da malattia di Parkinson. Essere il primo centro in Italia ad avviare questa terapia conferma l’impegno dell’Asst Gaetano Pini-Cto nel promuovere innovazione clinica, ricerca e qualità dell’assistenza. Il nostro obiettivo è offrire ai pazienti una qualità di vita migliore attraverso percorsi di cura sempre più avanzati e personalizzati, grazie al lavoro multidisciplinare dei nostri professionisti e a una rete organizzativa capace di accompagnare il paziente e la sua famiglia in tutte le fasi della malattia”, dice la dott.ssa Paola Lattuada, Direttore Generale dell’Asst Gaetano Pini-Cto.