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Parlamento tra assenteisti e stakanovisti. Ma sollevati dubbi sulla parzialità dei dati

Parlamento tra assenteisti e stakanovisti. Ma sollevati dubbi sulla parzialità dei dati
Palazzo dei Normanni

Report dell’Assemblea regionale sulle presenze nel 2025: oltre 30 deputati fuori dai radar

Nell’atmosfera nebulosa che circonda non di rado l’Assemblea regionale siciliana, dove tentare di recuperare atti interni – come nel caso dei decreti del presidente – diventa un’impresa per via dell’assenza di adeguate sezioni sul sito istituzionale, con la conseguente necessità di ricorrere a fonti interne, un elemento di ulteriore confusione è rappresentato dai report sull’assenteismo dei deputati.

Il Quotidiano di Sicilia negli ultimi due anni ha dedicato periodici approfondimenti a questo tema che, nonostante l’era del grillismo e degli attacchi alla casta appartenga ai libri di storia, resta di interesse pubblico. Conoscere il livello di partecipazione degli eletti alle attività che si svolgono in quello che si è soliti indicare come uno dei parlamenti più antichi al mondo è uno dei modi, non l’unico, con cui i cittadini-elettori possono farsi un’idea di come sia stato speso il proprio voto.

Per quanto ci sia chi tiene a sottolineare che l’attività politica e l’impegno per il territorio siano cose che vanno oltre lo stare assiduamente dietro gli scranni di sala d’Ercole, e che il modo migliore per dare risposte ai cittadini sia quello di girare fuori dai palazzi, ascoltando i bisogni, un elemento resta insindacabile: in un contesto democratico, le soluzioni andrebbero cercate, discusse e trovate innanzitutto nel luogo che più di ogni altro è rappresentativo della volontà popolare. Prima all’Ars, e soltanto dopo nelle segreterie politiche, nei corridoi degli assessorati, negli incontri informali.

I report trimestrali dell’Ars e le criticità del sistema

Gli uffici dell’Ars pubblicano con cadenza trimestrali report contenenti i numeri riguardanti presenze, assenze e concessione di congedi e missioni. Dall’analisi di tali documenti, pubblicati – si legge – nel rispetto del “Programma per la trasparenza”, si possono trarre classifiche e riflessioni che restano comunque parziali, in quanto a dispetto della dichiarazione d’intenti a essere messa in discussione è proprio la trasparenza. Con alcuni dei deputati che, nelle ultime ore, hanno iniziato a mettere in discussione l’impianto stesso di un sistema che, di suo, prevede il rilascio di una fotografia per metà zoppa.

Stando al regolamento interno dell’Ars, a essere esentati dal conteggio delle assenze sono il presidente, i componenti del consiglio di presidenza, i presidenti di commissione, i presidenti dei gruppi parlamentari e i deputati che ricoprono cariche all’interno della giunta, compreso quella di presidente della Regione. In totale, dunque, si parla di oltre una trentina di nominativi sui settanta eletti che, a prescindere dalla reale assiduità nelle frequentazioni di Palazzo dei Normanni, restano fuori dai radar.

Classifica assenteismo Ars 2025: i deputati più assenti

Guardando a coloro che non usufruiscono dello schermo della presenza d’ufficio, i numeri dicono che nel 2025 il più assenteista è stato il forzista Nicola D’Agostino. Il deputato acese anche nel 2024 aveva concluso in testa alla graduatoria.

Nell’anno appena concluso D’Agostino risulta essere stato assente in 44 delle 73 sedute. Più di una volta su due. Dietro di lui, con 33 assenze, c’è Ludovico Balsamo, eletto con Sud chiama Nord e poi due estati fa passato in maggioranza aderendo al gruppo Popolari e Autonomisti. Stesso numero di assenze anche per Luca Sammartino: il dato riguardante l’esponente leghista risente tuttavia del ritorno in giunta regionale, con l’effetto dell’attribuzione delle presenze d’ufficio nell’ultimo trimestre.

Al quarto posto si trova con Calogero Leanza: deputato più giovane dell’Ars, Leanza (Pd) ha sommato, secondo gli uffici dell’Ars, 31 assenze. Una in meno di quelle fatte da Marianna Caronia, eletta nella lista Schifani Presidente, poi passata alla Lega e infine migrata al gruppo misto. La graduatoria continua con le 23 assenze di Tiziano Spada (Pd), le 22 di Salvo Tomarchio (Forza Italia), le 21 di Valentina Chinnici (Pd), Alessandro De Leo, ex Sud chiama Nord e oggi Forza Italia, e Ismaele La Vardera (Misto).

I deputati più presenti all’Assemblea regionale siciliana

A 20 si trovano Carlo Auteri (Dc, dopo l’addio a Fdi) e le due cinquestelle Stefania Campo e Jose Marano. Subito dopo, con 19 assenze, Carlo Gilistro, anche lui M5s; mentre a 18 c’è Bernardette Grasso (Forza Italia) e Cristina Ciminnisi (M5s). La classifica prosegue con Salvatore Scuvera (Fdi) con 17 assenze, Giovanni Burtone (Pd) con 16. Quattro deputati hanno chiuso l’anno a quota 15: Riccardo Gennuso, Margherita La Rocca Ruvolo (entrambi Forza Italia), Dario Safina (Pd) e Giuseppe Lombardo (Sud chiama Nord).

Andando ancora a ritroso, e avvicinandosi a coloro che secondo i report degli uffici risultano tra i più assidui frequentato dell’Ars, si trovano Giuseppe Bica (Fdi) con 14, Giuseppe Zitelli (Fdi) e Lidia Adorno (M5s) con 13, Adriano Varrica (M5s) con 12. Stessa quota di Salvatore Giuffrida che però è stato presente in soli due trimestri, per via della contesa legale con Santo Primavera, che pare averla spuntata definitivamente e che nei due trimestri in cui è stato in Aula ha saltato sei sedute.

Undici sono le assenze effettuate da Ersilia Saverino (Pd) e l’ex Fdi oggi Forza Italia Marco Intravaia; dieci quelle di Angelo Cambiano (M5s), mentre otto quelle della collega di partito Roberta Schillaci. A quota sei assenze c’è Fabio Venezia (Pd), mentre a fare ancora meglio è stato il collega Mario Giambona: anche lui Pd, si è fermato ad appena tre assenze.

All’elenco, infine, vanno aggiunti Nuccia Albano e Andrea Messina, che, dopo la conclusione dell’esperienza da assessore regionale per gli strascichi giudiziari dell’inchiesta che ha portato all’arresto del leader della Democrazia Cristiana Totò Cuffaro, sono tornati a svolgere il ruolo di deputati regionali. Nelle settimane in cui per loro è venuto meno lo schermo della presenza d’ufficio hanno fatto rispettivamente tre e due assenze.

I deputati regionali insorgono: “Sistema non funziona, dati falsati”

“Faccio presente che la tessera consegnata a ogni deputato abilita a due funzioni: da un lato, consente di effettuare le votazioni qualificate, dall’altro, permette la registrazione della presenza ai fini amministrativi in Aula: a tal fine è sufficiente che il deputato, nell’arco di tempo tra l’apertura e la chiusura della seduta, inserisca la tessera nell’apposito alloggio di qualsiasi seggio senza necessità di premere alcun pulsante”.

Era il 23 novembre 2022 e quando Gaetano Galvagno, da meno di due settimane eletto presidente dell’Ars, spiegava ai colleghi deputati quali sarebbero state le regole da rispettare per certificare la presenza in aula. Il discorso era rivolto in realtà a circa la metà dei componenti dell’Assemblea, considerato che per coloro che avrebbero rivestito cariche in giunta oppure sarebbero stati in consiglio di presidenza dell’Ars, capigruppo parlamentari o presidenti di commissioni sarebbe scattata comunque la presenza d’ufficio come previsto da regolamento interno.

I dubbi dei deputati sui dati delle assenze

Oltre tre anni dopo, a sollevare perplessità sui meccanismi utilizzati per rilevare le presenze – e di conseguenza conteggiare le assenze, che per i deputati determinano anche una trattenuta sulla diaria – è però più di un onorevole.

Lo spunto è stato dato dal Quotidiano di Sicilia. Alle telefonate di rito per chiedere un commento sui motivi che hanno portato a disertare una parte notevole delle sedute, non pochi hanno risposto con stupore e palesando perplessità sull’esattezza dei dati incamerati dagli uffici dell’Assemblea.

I report trimestrali e i limiti del sistema automatico

I report trimestrali contengono una postilla: “Il presente schema è stato redatto esclusivamente sulla base dei dati elaborati in modo automatico dal sistema di votazione elettronica ai sensi del Programma per la trasparenza, e pertanto non tiene conto né di eventuali cause giustificative dell’assenza (stato di salute, gravidanza, ecc.) né di altre modalità di registrazione della presenza”, si legge.

Tra coloro che hanno visto limitata la partecipazione alle attività parlamentari per motivi di salute c’è l’autonomista Ludovico Balsamo, che nel computo complessivo del 2025 risulta secondo in graduatoria con 33 assenze su 73 sedute.

Le contestazioni: “Dati potenzialmente falsati”

Per altri deputati, invece, il dato statistico non rappresenta l’esatta rappresentazione di ciò che è stato l’ultimo anno di attività a Palazzo dei Normanni.

“È incredibile come questo sistema delle presenze presenti delle falle – dichiara Ismaele La Vardera, a cui vengono attribuite in totale 21 assenze – Nel trimestre che va da luglio a settembre, mi sono state assegnate nove assenze, ma in realtà sono solo due: dai resoconti stenografici si evince infatti che nelle altre sette sono intervenuto nella discussione”.

La critica del leader di Controcorrente riguarda l’intera modalità con cui le presenze vengono rilevate. “Siamo davanti a dati potenzialmente falsati da un sistema che non funziona. Sono tra i deputati più presenti e produttivi del palazzo”. Nel conteggio ci sono sedute che durano pochi minuti, a volte non faccio in tempo a salire dal piano terra al terzo che è già finita”.

Il caso Tomarchio e il danno d’immagine

A rivendicare l’assiduità nel prendere parte alle attività assembleari è anche Salvo Tomarchio. Il deputato etneo di Forza Italia risulta però essere stato assente 22 volte. Stando ai dati ufficiali, sarebbe il settimo più assenteista.

“Non è in alcun modo veritiera questa fotografia – replica Tomarchio –. Colleghi di qualsiasi schieramento possono testimoniare come io appartengo al gruppo che partecipa praticamente sempre ai lavori d’Aula”. Non ho idea di quale sia il motivo dietro quelli che reputo chiari errori, forse a livello tecnico ci sono dei problemi come quando in occasione delle votazioni ci si accorge che il proprio voto non viene registrato.

“Rappresentare questi dati all’interno di documenti ufficiali dell’Ars crea anche un danno d’immagine al deputato”, perché la gente potrebbe pensare che io venga a Palermo per poi fare altro e invece sono qui”.

Caronia: “L’impegno non si misura solo con le presenze”

Ragionamento simile è quello di Marianna Caronia. La deputata palermitana, approdata al gruppo misto dopo la parentesi alla Lega, difende la propria partecipazione all’attività parlamentare.

“Per quanto riguarda le assenze, si tratta di sedute che servono soltanto a incardinare i disegni di legge”, commenta Caronia, che dopo avere voluto esaminare nel dettaglio i dati registrati degli uffici, fa sapere che la metà delle 30 assenze addebitatele fanno riferimento a sedute della durata di meno di un’ora. “Tre addirittura meno di 15 minuti”, specifica.

Caronia poi rimarca come “l’impegno di un deputato non si misura esclusivamente con un dato numerico sulle presenze”, ma attraverso il lavoro svolto in aula, durante l’attività legislativa, nelle commissioni, la redazione di atti parlamentari, il confronto con il governo regionale e l’attività costante sul territorio. Un lavoro che – sottolinea – ho sempre portato avanti con serietà e responsabilità e che è facilmente verificabile”.

Le regole e il “buon senso” richiamati da Galvagno

Nella seduta del 23 novembre 2022, il presidente dell’Ars affrontò anche l’ipotesi di temporanei guasti al sistema.

“Buon senso vuole – si legge nel resoconto d’aula – che la normativa vada applicata tenendo conto dei seguenti elementi certi e obiettivi”: difettoso funzionamento della tessera personale di voto tempestivamente segnalato dal deputato e sempreché tale circostanza sia riportata nel verbale d’Aula su disposizione della Presidenza; attività svolta dal deputato nel corso della seduta, purché la stessa risulti chiaramente nel resoconto stenografico.

“Di conseguenza – concluse Galvagno – solo al verificarsi delle suddette condizioni, il deputato che non sia stato rilevato tramite il dispositivo elettronico di voto sarà considerato presente ai fini amministrativi”.