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Parlamento Ue chiede criteri trasparenti per possibilità di pesca

Parlamento Ue chiede criteri trasparenti per possibilità di pesca

E pari importanza standard ambientali sociali economici in Pcp

Roma, 17 set. (askanews) – Oggi, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con 476 voti favorevoli, 92 contrari e 44 astensioni che chiede di attribuire pari importanza agli standard ambientali, sociali ed economici nell’attuazione delle norme della Politica comune della pesca (PCP).

Gli eurodeputati sottolineano che i paesi dell’UE devono applicare criteri trasparenti e oggettivi nel decidere le possibilità di pesca. Pur riconoscendo che tali criteri sono di natura ambientale, sociale ed economica – oltre a basarsi sui livelli storici di cattura – gli eurodeputati sostengono che occorra tenere conto delle diverse caratteristiche dei segmenti della flotta, comprese le flotte su piccola scala. Evidenziano inoltre la necessità di incentivare i pescherecci a utilizzare attrezzi e tecniche di pesca più selettivi, a minor consumo energetico o con un minore impatto sugli habitat.

Nel rivedere le norme sull’Organizzazione comune dei mercati (OCM), la Commissione e i paesi dell’UE dovrebbero tenere presente che la disparità di standard di etichettatura tra i prodotti dell’UE e quelli extra-UE pone gli operatori della pesca e dell’acquacoltura dell’Unione in una posizione di svantaggio competitivo. Di conseguenza, chiedono di migliorare l’informazione ai consumatori. Oltre alle informazioni obbligatorie, gli eurodeputati ritengono opportuno includere, ove possibile, informazioni nutrizionali (compreso il contenuto di Omega-3) e una chiara distinzione tra prodotti ittici di cattura e di allevamento, nonché tra prodotti ittici e prodotti a base vegetale. Chiedono inoltre di vietare pratiche di commercializzazione che dichiarano falsamente la presenza di specie acquatiche in prodotti che, di fatto, ne sono privi.

La risoluzione invita la Commissione a sostenere la reciprocità degli standard, compresa l’introduzione di misure speculari negli accordi commerciali conclusi dall’UE, al fine di garantire condizioni di parità, in particolare nelle regioni ultraperiferiche, insulari e costiere. A tal fine, esortano la Commissione a migliorare gli accordi commerciali e a garantire condizioni eque per i pescatori dell’UE, nonché la sostenibilità dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura importati.

“Non si può chiedere ai pescatori europei di rispettare norme sempre più rigorose mentre devono competere con prodotti d’importazione che non soddisfano standard equivalenti. Abbiamo bisogno di una concorrenza leale, ma anche di stabilità e prevedibilità attraverso opportunità di pesca e quote pluriennali. Il futuro della pesca europea deve fondarsi sui tre pilastri della sostenibilità — ambientale, economica e sociale — garantendo un futuro vitale per i pescatori e per le comunità costiere che da essi dipendono”, ha dichiarato il relatore Paulo do Nascimento Cabral (PPE, PT).