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Parte domenica charter per italiani che vogliono rientrare da Israele

Parte domenica charter per italiani che vogliono rientrare da Israele

L’Unitá di Crisi al lavoro per facilitare le partenze dei connazionali anche da Iran

Roma, 19 giu. (askanews) – L’Unitá di Crisi e le sedi diplomatiche italiane stanno lavorando con intensità per “facilitare le partenze dei connazionali da Iran e Israele, fornendo informazioni più precise sui documenti necessari e vie d’uscita possibili. “Ma non è un’evacuazione, è una partenza assistita”, ha precisato ai giornalisti il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Nicola Minasi. Una situazione del tutto simile si è presentata dopo il 7 ottobre, ha precisato.

Per domenica sera 22 giugno è stato organizzato un volo da Sharm el Skeikh, in Egitto, del costo di 500 euro; a bordo 150 posti e già 146 persone hanno manifestato interesse. Il volo, organizzato su richiesta dello stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani, dovrebbe arrivare lunedì mattina verso le 4 a Verona. Per chi vuole prenotarsi, un notabene da tenere in considerazione: se si manifesta interesse a partire, una volta acquistato biglietto non è più rimborsabile.

Quanto all’Iran, un primo convoglio è partito martedì da Teheran per l’Azerbaigian e un volo da Baku è arrivato ieri a Fiumicino.

“Stiamo lavorando per i prossimi giorni. Dopo un secondo convoglio se non ci sono altre richieste ci fermeremo, perchè richieste in calo, non è chiaro se per difficoltà di comunicazione o altro”, ha aggiunto.

Le vie di uscita per l’Iran sono da Turchia, Azerbaigian, Armenia e anche Turkmenistan.

In ogni caso la Farnesina invita a registrarsi su “Dove siamo nel mondo” e “Viaggiamo sicuri”. Ed è stata attivata anche la mail assistenza.iran@esteri.it

L’Unità di crisi ricorda che gli italiani residenti in Iran sono 500 circa e un migliaio quelli “temporanei”. Un 200 circa hanno chiesto assistenza, gran parte sarebbe già partita dai grandi centri abitati per mettersi al sicuro o per raggiungere altri paesi.

Le sedi diplomatiche hanno il compito di “facilitare i movimenti dei connazionali, ma la responsabilità resta dei singoli viaggiatori” .