Milano, 28 set. (askanews) – Nel 2025 la crescita dell’export di pasta italiana ha subito un brusco rallentamento per effetto della situazione geopolitica internazionale. Ad annunciare la frenata è la presidente dei Pastai italiani di Unione italiana food, Margherita Mastromauro, in occasione della presentazione della ricerca sulla filiera estesa dell’industria della pasta e sul suo contributo al sistema economico italiano.
“Le vicende geopolitiche impattano sul nostro export e noi già l’anno scorso abbiamo espresso qualche preoccupazione perché nonostante l’export continui a crescere – ha detto Mastromauro – siamo passati da una crescita del 13% nel 2024 a una crescita nel 2025 di solo il 2%, quindi è evidente che queste vicende geopolitiche stanno impattando anche sulle nostre esportazioni inevitabilmente”.
Per quanto riguarda l’effetto dazi, al momento la presidente dei pastai italiani non solleva preoccupazione. “Sui dazi credo che in realtà la situazione sia stata in qualche modo risolta, il timore paventato del 90% sulla maggior parte delle aziende italiane è stato scongiurato, quello che è rimasto è il dazio obbligatorio che è una vicenda viva, però devo dire che i dati degli Stati Uniti in questo momento non destano preoccupazione ancora”.
Al centro delle preoccupazioni della presidente Mastromauro, invece, c’è il costo dell’energia. “L’energia in questo momento è il problema per tutti, lo è per tutta la filiera – ha detto – l’energia è il problema, la geopolitica è un problema che impatta, in misura diversa probabilmente, su tutta la filiera e un po’ tutti ne paghiamo il conto”. E’ ovvio, ha detto parlando degli effetti della Commissione unica nazionale del grano duro sul prezzo della materia prima, “che non è un nostro interesse che sia svalorizzata la filiera nazionale del grano duro, anzi noi lavoriamo da molti anni attraverso i contratti di filiera per valorizzare il prodotto adatto alla pastificazione e spingere anche gli agricoltori a incrementare le produzioni di qualità che servono all’industria. Su questo noi lavoriamo da molti anni insieme a loro e non siamo mai controparti, non ci sentiamo assolutamente controparti”.
Più in generale Mastromauro, ha fatto notare che la vocazione all’esportazione “ha sempre caratterizzato” l’industria della pasta, “ma non pensiamo che il mercato estero sia semplice, anzi forse questo è il momento più complicato della storia dell’ultimo decennio per le esportazioni a causa delle note vicende dalla guerra russo-ucraina, alla guerra nel Golfo, insomma ci sono situazioni ben note che in questo momento stanno penalizzando fortemente le esportazioni e stanno penalizzando anche il prezzo delle materie prime”.

