Milano, 19 ott. (askanews) – Fondata nel 1925 a Barile, nel cuore del Vulture (Potenza), Paternoster celebra cento anni di attività con il progetto “Cantina del Barone Rotondo” e con il nuovo vino “Barone Rotondo Aglianico del Vulture Superiore Docg” dedicato alla storia e al futuro della Denominazione.
La Cantina, oggi guidata dall’enologo Fabio Mecca Paternoster e di proprietà di Tommasi Family Estates dal 2016, rappresenta una delle realtà più storiche del Sud Italia. Il centenario segna un momento di continuità tra radici familiari e prospettiva internazionale, con un programma di iniziative rivolte al territorio, all’enoturismo e alla valorizzazione del Vulture.
“Questo centenario è un traguardo che sento profondamente personale” dichiara Fabio Mecca Paternoster, “ma è anche un punto di partenza. Paternoster è la storia di una famiglia che ha creduto nel Vulture quando pochi lo conoscevano e oggi celebriamo il passato guardando avanti, con lo stesso spirito pionieristico di mio bisnonno Anselmo, ma con strumenti e idee nuove”.
“Il centenario di Paternoster rappresenta perfettamente la visione della nostra famiglia” sottolinea Giancarlo Tommasi, enologo e direttore tecnico di Tommasi Family Estates, sottolineando che “vogliamo valorizzare territori autentici, mettendo a disposizione competenze e investimenti per costruire il futuro. Il Vulture ha un potenziale straordinario, e Paternoster continuerà a esserne un riferimento. La Cantina del Barone Rotondo e il nuovo polo di accoglienza nascono per raccontare questa identità al mondo”.
Al centro delle celebrazioni vi è la Cantina del Barone Rotondo, un’antica neviera seicentesca scavata nella roccia vulcanica, un tempo appartenuta al Barone Nicola Rotondo. Restaurata e trasformata in Caveau dell’Aglianico, è oggi il cuore simbolico della tenuta: un luogo dove storia, materia e memoria si incontrano. Da questo spazio prende forma “Barone Rotondo, Aglianico del Vulture Superiore Docg” prodotto da vigneti storici situati a seicento metri d’altitudine. La vinificazione e l’affinamento, svolti tra legno, acciaio e bottiglia, seguono una viticoltura manuale e attenta. La produzione è limitata a 2.500 bottiglie, in continuità con il valore artigianale che contraddistingue l’azienda.
Il 2025 segna anche l’avvio di un progetto di rinnovamento della sede Paternoster, volto a potenziare le attività di accoglienza e ospitalità. L’iniziativa punta a rafforzare l’offerta enoturistica del Vulture, valorizzando in particolare i flussi provenienti da Matera e dalla Puglia, con l’obiettivo di promuovere la Basilicata nel panorama del turismo del vino.
Parallelamente, la Cantina ha rinnovato la propria identità digitale con un nuovo sito dedicato al racconto del territorio e delle persone che ne fanno parte. Nei prossimi mesi sono previsti eventi e incontri dedicati alla comunità e agli operatori del settore, a partire dall’Open Day dell’8 novembre, giornata che aprirà ufficialmente le celebrazioni del centenario.
Tommasi Family Estates, gruppo proprietario di Paternoster, riunisce otto tenute in sette regioni italiane: Tommasi in Veneto, Tenuta di Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in Maremma Toscana, Masseria Surani in Puglia, Paternoster in Basilicata, Ammura sull’Etna in Sicilia e un progetto in Umbria a Orvieto. Il gruppo collabora inoltre con La Massa nel Chianti Classico e con Marco Felluga Russiz Superiore nel Collio.

