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Patuelli (Abi): l’Europa non è un’utopia, pensiero De Gasperi attualissimo

Patuelli (Abi): l’Europa non è un’utopia, pensiero De Gasperi attualissimo

Integrazione guardi avanti, con concretezza e cultura distinzioni

Roma, 28 gen. (askanews) – “La comunità europea non è un’utopia. Questa è la chiave dell’Europa. L’Europa non è un’utopia. Semmai è un’utopia che si persegue con il passo della ragione, non è un’utopia lontana, inconcludente, che non deve essere concretizzata. Il ragionamento di De Gasperi, che si incontrava perfettamente con quello di Einaudi, dal primo dopoguerra, è assolutamente di grandissima attualità”. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nel suo intervento alla presentazione del volume “De Gasperi. Interviste (1944-1954)”, organizzata a Roma dalla Fondazione De Gasperi e dall’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo.

“L’Europa non può essere conflittuale in sé stessa. Non può esserlo perché i problemi dei confini e delle nazionalità sono già stati risolti – ha proseguito -. Le questioni di piccoli affari di confine vanno tutelate, come De Gasperi che risolse il problema dell’Alto Adige, non con il conflitto ma con l’accordo con il suo omologo cancelliere austriaco, Gruber. Nell’accordo si possono risolvere le vecchie questioni di confine, ma le si supera soprattutto con l’Unione Europea, perché è l’Unione Europea che relativizza i confini e mette in circolazione, in nome della libertà, gli europei delle varie culture e dei vari idiomi linguistici. E questo è un insegnamento fondamentale per l’oggi e per il domani, perché nel momento in cui per avere il Donbass stanno morendo centinaia di migliaia sia di russi che di ucraini, non si può mica pensare di tornare indietro a secoli fa e a discutere dell’inizio della Savoia, dell’Istria, della Dalmazia, della Corsica, di Malta o di altri problemi di confine”.

“L’integrazione – ha proseguito Patuelli – deve solo guardare avanti nella concretezza, e quindi l’unione finanziaria, l’unione del mercato dei capitali senza blocchi e la visione anche della crescita economica e finanziaria senza pregiudizi, ma nella logica di una sana competizione con l’uguaglianza assoluta delle regole”.

“La chiave di De Gasperi era la cultura delle distinzioni. Tutto il volume è basato sulla cultura delle distinzioni, sul metodo delle distinzioni, del rifiuto dei preconcetti e la ricerca dell’approfondimento nella specificità delle distinzioni e nella ricerca di accordo dopo la valutazione delle distinzioni medesime. Ecco, il metodo, e questo è un metodo indispensabile per l’oggi e il domani – ha concluso il presidente dell’Abi – perché non possiamo vivere di contrapposizioni e di marketing privo di principi o con scarsi principi”.