Shelly Kittleson, giornalista statunitense che collabora anche con alcuni media italiani, è stata rapita ieri da uomini armati nel centro di Baghdad, capitale dell’Iraq. Nel rapimento sono state impiegate due auto. La prima si è schiantata durante un inseguimento ed è stata fermata dalle autorità irachene vicino alla città di Al-Haswa, nella provincia di Babil, a sud-ovest di Baghdad.
Trasportata su una seconda auto che è poi fuggita
Kittleson però sarebbe stata trasferita su una seconda auto che sarebbe riuscita a fuggire. Dopo il rapimento le forze di sicurezza irakene avevano diffuso un allarme a tutti i posti di blocco, dando vita all’inseguimento dei rapitori mentre si dirigevano a sud-ovest della capitale.
Gli USA: “A lavoro per liberarla ma l’avevamo avvertita”
Dylan Johnson, sottosegretario di Stato Usa per gli Affari Pubblici Globali, scrive su X: “Il Dipartimento di Stato americano è a conoscenza del presunto rapimento di una giornalista statunitense a Baghdad, in Iraq”. Johnson aggiunge che il Dipartimento di Stato aveva “già provveduto ad avvertire la persona in questione delle minacce a suo carico e continuerà a coordinarsi con l’FBI per garantirne il rilascio il prima possibile”.
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