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Pd-M5S, alleati o no? “Ciò che succede a Roma succede a Palermo”. E intanto Calenda…

Pd-M5S, alleati o no? “Ciò che succede a Roma succede a Palermo”. E intanto Calenda…

Ma alla fine, Pd e M5s saranno ancora alleati per le Regionali in Sicilia e alle Politiche di settembre? La domanda vera è se lo sono oggi o no. Con poca convinzione reciprova

Ma alla fine, Pd e M5s saranno ancora alleati per le Regionali in Sicilia e alle Politiche di settembre? La domanda vera è se lo sono oggi o no. E a dire il vero, i protagonisti stessi non sono affatto convinti.

Lo dice Caterina Chinnici ufficialmente candidata, dopo l’esito delle Primarie, alla Presidenza della Regione Siciliana. Lo dice Giuseppe Conte, lo dicono i vertici del M5s siciliano, e già qualcuno, fiutato il vento, fa delle (ancora timide) proposte. Certo è che ce ne saranno delle belle.

Chinnici: “Io credo nel campo largo”

“Credo sia difficile adesso immaginare quale alleanza sarò chiamata a guidare. Io credo ancora nel campo largo, in un progetto inclusivo. Penso sia questa la strada da seguire ma è compito delle segreterie di partito decidere, non spetta a me. Finora è stato un impegno enorme – dice la Chinnici – e sento la responsabilità che mi è stata affidata dagli elettori. Non cambierò il mio modo di pormi e di fare politica. Porterò avanti la mia idea di sviluppo sostenibile pensando soprattutto ai giovani. Vorrei che i siciliani possano realizzare le loro ambizioni qui: per farlo bisogna che il prossimo governo punti sul lavoro, sulle start up, risolva i problemi di sanità e rifiuti. E poi, soprattutto, cultura e turismo sono un binomio da valorizzare e integrare dando spazio ai giovani”. Pensa che la sua candidatura possa essere attrattiva per pezzi del Centrodestra? “Sono temi che spettano al segretario”. Anthony Barbagallo, continua a rivolgere appelli a Calenda e Bonino anche se non hanno partecipato alle primarie. Anche lei vorrebbe accanto a sé Azione e +Europa? “Io valuterei queste alleanze. Ma, ripeto, è un compito che spetta a Letta e Barbagallo…”.

La (possibile) alleanza con Calenda

E a proposito di Calenda e Bonino, non è un caso l’apertura del deputato palermitano Giorgio Trizzino: “Con la vittoria di Caterina Chinnici si affema una persona di assoluto valore che tuttavia credo avrà i suoi grattacapi per presentare ai siciliani un programma di governo efficace condiviso dal partito di Conte. Queste primarie sono state un controsenso in virtù dell’ostinazione di volerle celebrare con uno dei partiti responsabile della cacciata di Mario Draghi – dice – E tuttavia, da queste primarie una buona notizia c’è: il partito di Conte e della Taverna sta ormai sbaraccando; una allucinazione collettiva che ha illuso milioni di persone e che ha fatto molti danni al paese. Sono convinto che questa volta gli elettori sapranno scegliere da chi essere governati senza farsi ingannare da facili promesse come quelle di Berlusconi o da programmi populisti come quelli di Di Battista e Conte”.

I mal di pancia dell’M5S

Intanto Giuseppe Conte rivendica il ruolo dei Grillini in Sicilia (Barbara Floridia ha ottenuto più di 13000 preferenze arrivando seconda davanti Claudio Fava): “Uno sforzo che ora merita subito chiarezza, perché in queste settimane sono cambiate molte cose rispetto a quando è partito questo percorso. Prima di percorrere ancora la strada di un’alleanza progressista in Sicilia il Pd dovrà fare chiarezza sui suoi obiettivi e dire se l’agenda sociale e ambientale del M5S è la loro stessa direzione o se ormai i percorsi e i compagni di strada sono altri, in linea con gli insulti e le dichiarazioni di questi giorni. Per noi quello che succede a Roma succede a Palermo”. Dunque, o alleanza sempre e ovunque, oppure ognuno per sè.

“Dopo tutti gli attacchi che ha ricevuto il MoVimento 5 Stelle in questo periodo il risultato ottenuto in Sicilia è veramente importante, segno vero che nei prossimi giorni e settimane rilanceremo tutta la nostra azione. Analizzeremo il risultato e vedremo come potenziare insieme i territori. Sia chiara una cosa: se il Pd continuerà ad attaccare Giuseppe Conte ed il M5s le strade si divideranno, sia a livello nazionale che regionale. Noi continueremo a costruire con coerenza il campo progressista. Da domani si riparte insieme ai più di 10 mila siciliani attivi e consapevoli che hanno votato e scelto Barbara Floridia ed il M5S”, dice Nuccio Di Paola, referente siciliano M5S.

Sulla stessa linea il deputato nazionale M5S Adriano VArrica: “In Sicilia il Movimento ha costruito un percorso condiviso con le altre forze progressiste, alternative a Musumeci, in linea con quanto accaduto a Roma a partire dal secondo governo di Giuseppe Conte. In questi giorni il PD sta mettendo in dubbio questo percorso dal punto di vista politico prima ancora che elettorale. Perché nella loro agenda (Draghi) le persone meno tutelate (sempre di più a causa dell’impoverimento complessivo), la lotta alle diseguaglianze, la transizione ecologica, il Mezzogiorno appaiono marginali, argomenti da ostentare nei convegni ma da calpestare quando si opera concretamente. Come avevamo già chiarito prima del risultato delle primarie, non esiste la politica dei 2 forni: o il PD condivide l’agenda progressista di cui è portatore il Movimento oppure non ha senso immaginare una coalizione in Sicilia e una contrapposizione a Roma. Bisogna essere chiari, pretendiamo chiarezza. Il tema per noi non è come vincere ma costruire una vittoria che possa garantire ai Siciliani un Governo di cui andare orgogliosi e che garantisca un futuro migliore alla nostra terra.

“Ringraziamo moltissimo i cittadini del comprensorio di Bagheria, Casteldaccia, Altavilla Milicia e Santa Flavia per il prezioso contributo in termini di impegno e di voti dato nel corso delle Presidenziali22. É la plastica dimostrazione di un contatto e di un rapporto che, con i cittadini, non si è mai interrotto”, dicono i deputati M5S, Salvatore Siragusa (Ars) e Davide Aiello (Camera).
“Non possiamo che essere soddisfatti anche per l’ottimo risultato di Palermo città e di altre realtà più piccole come ad esempio Lercara Friddi, Palazzo Adriano, Marineo, Corleone e Borgetto, che hanno saputo esprimere un incoraggiante consenso sulla candidata del Movimento 5 Stelle, Barbara Floridia, frutto di un importante coinvolgimento territoriale dei portavoce, degli attivisti e dei cittadini. Laddove si lavora insieme, senza divisioni e per un unico obiettivo comune i risultati arrivano”, dicono Siragusa e Aiello.
“Siamo soddisfatti – concludono i due deputati palermitani – dei risultati ottenuti in quest’area della Sicilia, anche se il risultato finale complessivo non ci ha visti vincenti. Infine un grande ringraziamento va anche a Barbara Floridia, per il grande impegno profuso. Questo risultato indica che occorre assolutamente ripartire dai territori, mettendo da parte il partito dell’odio e coinvolgendo tutti quei cittadini che desiderano contribuire alla costruzione di quel campo progressista che altri vogliono solo a parole, perché è evidente che quello che succede a Roma, succede a Palermo”.

Prestigiacomo: “Le primarie in Sicilia sono un flop”

“La sinistra in Sicilia con le primarie è riuscita a ottenere ben due flop in un colpo solo. Il primo reale, effettivo: il fatto che abbia partecipato di fatto solo lo 0,8 per cento dell’intero elettorato dell’isola dovrebbe far riflettere sull’effettiva capacità di mobilitazione e convinzione del proprio elettorato. Il secondo potenziale, in prospettiva; le parole di ‘commiatò di Barbara Floridia, che non fa alcun accenno al sostegno a Caterina Chinnici, ovvero i ‘palettì perentori che Claudio Fava pone alla candidata dem dimostrano che il campo largo è morto. È un camposanto. Dalle parti della sinistra si prospetta un tutti contro tutti. Con questi chiari di luna sarebbe surreale se il centrodestra non ne approfittasse, facendo quadrato intorno a un nome che possa realmente unire e aggregare anche pezzi della società civile e i moderati che fino a ieri volgevano lo sguardo alla sinistra”. Lo afferma, in una nota, la deputata di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo