Home » Pecorino Romano Dop, in 2024 export pari al 58,8% produzione

Pecorino Romano Dop, in 2024 export pari al 58,8% produzione

Pecorino Romano Dop, in 2024 export pari al 58,8% produzione

In Usa +12,8%, primo paese importatore, poi la Ue con -1,9%

Roma, 15 lug. (askanews) – Crescono la produzione e l’export del Pecorino Romano Dop: la campagna produttiva 2023/2024 si è chiusa con una produzione che ha raggiunto circa 392.450 quintali, con un incremento del 7,06% rispetto all’annata precedente. Dei quasi 297 milioni di litri di latte ovino ritirati dai 46 caseifici sotto controllo, circa 229 milioni sono stati destinati alla produzione della DOP, pari all’80,4% del totale. I dati sono stati ufficializzati in occasione dell’assemblea dei soci che si è riunita oggi ad Alghero e ha approvato il bilancio annuale del Consorzio di tutela.

La produzione si concentra per il 93,5% in Sardegna, con il restante 6,5% in Lazio e nella provincia di Grosseto. La cooperazione realizza il 55,8% della produzione, mentre l’industria privata incide per il 44,2%. Il sistema di controllo coinvolge 8.594 allevatori, 46 caseifici, 12 stagionatori e 75 confezionatori e grattugiatori.

Sul mercato interno, la GDO e i discount rilevati da Nielsen registrano nel 2024 una crescita dei volumi venduti (+3,6%, pari a circa 46.000 quintali), con un leggero calo del prezzo/kg (-2,9%) e un piccolo aumento della spesa media per consumatore (+0,6%). Il consumo interno totale stimato, considerando anche l’industria alimentare e il normal trade, è di circa 121.000 quintali.

Sui mercati esteri, gli Stati Uniti si confermano primo paese importatore con un +12,8% in quantità (pari a circa 131.000 quintali) e un +4,8% in valore. Seguono l’Unione Europea con 52.800 quintali (-1,9%) e poi Regno Unito (7.090), Canada (6.400), Australia (3.700), Svizzera (2.200), Giappone (1.700) e altri Paesi (6.600). Complessivamente l’export ha superato i 212.000 quintali, pari al 58,8% della produzione vendibile.

“Questi numeri confermano la vitalità della nostra denominazione, ma anche la grande responsabilità che abbiamo nel garantirne qualità, trasparenza e difesa. La crescita della produzione e dell’export dimostra l’apprezzamento crescente del Pecorino Romano nel mondo, ma dobbiamo continuare a investire sulla sostenibilità, sulla tutela legale e sulla promozione”, ha commentato il presidente del Consorzio di tutela Gianni Maoddi.