In Italia, di norma, si va in pensione a 67 anni, o perlomeno questo è il limite legale per la pensione di vecchiaia fissato dalla legge Fornero che tuttavia prevede delle eccezioni. Ad esempio, come abbiamo avuto modo di spiegare, vanno molto prima in pensione coloro che svolgono determinate professioni considerate particolarmente faticose, ma non è tutto: ci sono casi in cui anche dei problemi di salute consentono di smettere di lavorare molto prima rispetto al compimento dei 67 anni di età. Ci sono condizioni di salute, infatti, che non portano all’applicazione della legge Fornero, e neppure della riforma Amato del 1992. Quando ci sono problemi – psico-fisici – che portano al riconoscimento dell’invalidità civile, sopra una certa percentuale, allora il diritto al pensionamento scatta molto prima rispetto ai 67 anni. Vediamo quando.
Pensione per invalidi con percentuale pari o superiore all’80%
Lo “sconto” in questione si applica per coloro che hanno problemi di salute tali da portare al riconoscimento di una percentuale d’invalidità piuttosto alta, pari all’80% (o superiore). Serve quindi rispettare tutto l’iter previsto dalla normativa, partendo dalla richiesta di invalidità all’Inps per poi proseguire con l’accertamento da parte della commissione medica. E in caso di consegna dell’apposito verbale con raggiungimento di almeno l’80% di invalidità, ecco che è possibile andare in pensione molto prima rispetto ai 67 anni della pensione di vecchiaia descritta dalla Fornero: nel dettaglio, questi possono smettere di lavorare a 60 anni se uomini, 55 anni nel caso delle donne. Il requisito contributivo è lo stesso della pensione di vecchiaia, pari a 20 anni. Attenzione però perché c’è una finestra mobile di 12 mesi di cui tener conto: la pensione decorre dopo un anno esatto, pertanto si può dire più correttamente che questi ci vanno a 61 anni se uomini, 56 anni se donne.
Pensione per invalidi con percentuale pari o superiore al 74%
Chi non raggiunge l’80% di invalidità ma supera almeno il 74%, può invece guardare ad altre forme di flessibilità. Ad esempio, a questi è riservata la possibilità di smettere di lavorare al raggiungimento dei 41 anni di contributi.
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