MESSINA – Questa è una storia che inizia il 6 giugno 1926, esattamente come dopodomani un secolo fa. Santo Stefano Briga era ancora un Comune autonomo della nuova provincia (fino ad allora, dal Regno delle due Sicilie, si usava il termine “intendenza”) di Messina. Solo due anni dopo sarebbe stato soppresso, diventando un quartiere che fa parte dell’attuale I Circoscrizione.
È il 6 giugno 1926, dunque, quando emette il primo vagito un bambino cui verrà dato il nome di Giuseppe, per tutti Peppino. Quel neonato di cognome fa Mazzullo. Per tutti, negli anni, noto al grande pubblico nazionale e internazionale come la voce storica di Topo Gigio dal 1961 al 2006.
Abbiamo incontrato il Maestro nella sua Santo Stefano Briga, dove è tornato a vivere dal 2004. E da dove tutto è iniziato: “Ero in seconda elementare – inizia il suo racconto il Maestro Mazzullo – e, grazie alla maestra Flavia, grazie a piccole recite scolastiche, il mondo del teatro ha iniziato ad affascinarmi”.
Da Messina a Roma: la carriera artistica di Peppino Mazzullo
Poi, si sa, la vita fa il suo corso: Peppino Mazzullo cresce e inizia a lavorare. Senza, tuttavia, abbandonare la propria passione: “Facevo il tornitore in un importante cantiere navale di Messina, con prospettive di crescita. Alla carriera artistica, però, tenevo molto e ho continuato a frequentare il Teatro Auditorium San Gaetano. A un certo punto mi sono trovato di fronte ad una scelta: o diventare capo officina o lasciare tutto e partire per inseguire il mio sogno. Ha prevalso la seconda strada. Sono andato dal mio capo officina, il signor Oreste, che fece di tutto per farmi cambiare idea”. Fortuna che il Maestro ha seguito il cuore: forte della gavetta fatta a Santo Stefano Briga, è partito prima per Roma e poi alla volta di Milano, dove ha frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica. “Terminati gli studi – ha proseguito Mazzullo – ho cercato qualche lavoretto. Finché non si sono aperte le porte della Rai”.
Dove ha iniziato a prestare la voce (lui non ama definirsi né doppiatore né imitatore ma vociaro, ndr) ora a un gattino, ora a un altro animaletto. Finché non avviene l’incontro che gli ha cambiato la vita: quello con Topo Gigio.
L’incontro con Topo Gigio e il successo internazionale
“Eravamo alla fine degli anni Cinquanta e in Rai stavo dando la voce a Messer Coniglio. A quell’epoca entro in contatto con la regista Lyda Ripandelli. La quale, dopo tre anni, mi presenta Maria Perego, l’ideatrice di Topo Gigio. Appena vedo il pupazzo, ho un flash. La mia mente torna indietro a quando avevo 2 o 3 anni: mi ero svegliato di notte di soprassalto e ai piedi del letto, vedo un pupazzetto. Spaventato, provo a chiamare mia mamma, ma la voce non mi usciva. Appena la figura è sparita, la voce mi torna; mamma accorre in camera mia e mi tranquillizza Non preoccuparti, Peppino: era un “fuddittu”. E vedrai che ti porterà fortuna. Topo Gigio mi ricordava quel “fuddittu”. Mia mamma aveva ragione: da lì è iniziata la mia fortuna professionale”.
Da quel 1961 ne è passata di acqua sotto i ponti. E, soprattutto, 45 anni ininterrotti di “Ma cosa mi dici mai” (la frase cult di Topo Gigio), di esperienze all’estero (Stati Uniti, dove ha preso parte a oltre 90 programmi; Brasile; Venezuela ma non solo, con Topo Gigio in versione poliglotta, “Ho imparato tante lingue straniere”, ha fieramente detto il Maestro Mazzullo), di trasmissioni tv e collaborazioni con i grandi personaggi del tempo che fu: Claudio Villa, Corrado, Pippo Baudo. E Raffaella Carrà, “che è stata la mia anima”. Con la quale ha interpretato il famoso Strapazzami di coccole, brano scritto da Gianni Boncompagni e Franco Bracardi del 1974 con un testo che affronta con dolcezza temi importanti (e attuali) legati alla crisi energetica del 1973.
Il ritorno a Santo Stefano Briga e il Piccolissimo Teatro di Messina
Nel 2004, il viaggio di ritorno a Santo Stefano Briga, con la moglie Annamaria “la mia compagna di vita, grazie alla quale mi sono rialzato diverse volte e che ancora oggi si prende amorevolmente cura di me”. E la nascita del Piccolissimo Teatro di Messina. Grazie al quale ha trasmesso l’amore per la recitazione ai “suoi” ragazzi, i fratelli Nino e Giuseppe Crupi su tutti. È nel 2016 che il Maestro Mazzullo realizza un progetto ispirato a Dante (interpretato proprio da Giuseppe Crupi) e Beatrice (Miriam Pellegrino). Un progetto audiovisivo che, però, ancora non ha visto la luce ma che, in occasione del centenario dalla nascita, verrà presentato il prossimo mese di luglio. Un modo, anche questo, per tenersi sempre giovane.

