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Per insetto Pochazia non raccomandata inclusione lista quarantena

Per insetto Pochazia non raccomandata inclusione lista quarantena

Sua presenza aveva messo a rischio l’export di piante ornamentali

Roma, 6 feb. (askanews) – Per la Pochazia, l’insetto a rischio quarantena che, nell’ottobre 2024, aveva creato gravi danni all’export di piante ornamentali italiane, non è raccomandata ufficialmente dagli esperti dell’Eppo, lo European and Mediterranean Plant Protection Organization, l’inclusione nella lista EPPO A2, ovvero l’elenco dei parassiti raccomandati per la regolamentazione come parassiti da quarantena.

Lo annuncia il sottosegretario al Masaf con delega al florovivaismo Patrizio Giacomo La Pietra: “la raccomandazione ufficiale dell’EPPO rappresenta un passo fondamentale verso una positiva conclusione della vicenda Pochazia. Siamo partiti da un quadro fortemente allarmante con ricadute negative in termini di esportazioni e ora, dopo anni di lavoro, di impegno fattivo da parte del Masaf nel coinvolgere la comunità scientifica e in particolare il Crea, che ha avuto un ruolo fondamentale, siamo riusciti a determinare un parere favorevole da parte dell’Eppo. Insieme al ministro Lollobrigida avevamo promesso agli operatori del florovivaismo che saremmo stati al loro fianco nell’individuare una soluzione e abbiamo mantenuto la promessa”.

Dall’ottobre 2024 partite di piante di interesse ornamentale di grande valore spedite da vivaisti italiani in Gran Bretagna sono state distrutte in seguito al ritrovamento di pochi esemplari della Pochazia shantungensis, insetto di origine asiatica, che l’EFSA, nel 2023 nonostante gli scarni o quasi nulli riferimenti scientifici consigliava di inserire tra gli Organismi da Quarantena, per i quali si adottano provvedimenti drastici, con danni pesanti ai produttori.

Subito dopo il comitato fitosanitario nazionale coordinato dalla DISR 5 del Masaf e il Crea hanno affrontato il problema, redigendo un accurato dossier nel quale è stata evidenziata la mancanza di informazioni e dati scientifici in merito alla reale pericolosità dell’insetto e sottolineando in particolare come in nessun Paese dell’Unione risultassero segnalati danni degni di nota.

Sulla base di questa documentazione, il Crea ha supportato il rappresentante italiano nella commissione Eppo chiamato ad esprimersi in merito al rischio fitosanitario. Il lavoro svolto ha evidenziato la necessità di un serio studio prima di esprimere pareri affrettati che potrebbero avere rilevanti ricadute economiche per il nostro Paese. Il nostro comparto florovivaistico, infatti, è terzo in Europa, con oltre 15.000 aziende che generano valore per circa 3,2 miliardi di euro e che destinano all’export fino al 70% della produzione.

“Il parere ufficiale Eppo – commenta Andrea Rocchi, presidente Crea – è una bella riprova del lavoro di squadra che abbiamo portato avanti di concerto con le Istituzioni e il mondo produttivo nell’interesse del Paese. Anche se, l’efficacia e la tempestività che abbiamo dimostrato con questo pronto intervento, sono possibili solo con le competenze, l’esperienza e l’autorevolezza acquisite negli anni dai nostri ricercatori. A questo – continua Rocchi – si deve accompagnare una visione di lungo periodo della ricerca e il Crea sta avviando la costruzione della avanzata e avveniristica piattaforma Custos Plantis”.