Milano, 13 feb. (askanews) – La Toscana del vino entra nella Settimana delle Anteprime con una produzione stimata per il 2025 pari a 2,2 milioni di ettolitri, un vigneto in cui il 38% delle superfici è coltivato in biologico e un piano di investimenti che include circa 600 ettari di nuovi impianti nel 2026. È il quadro illustrato a Firenze il 13 febbraio durante “PrimAnteprima 2026”, appuntamento inaugurale dedicato alla stampa di settore e promosso da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze.
La produzione torna sui livelli medi dell’ultimo decennio dopo le rese elevate del 2024, un andamento attribuito alla gestione agronomica della maturazione e a scelte di autoregolazione orientate a contenere l’offerta. Il settore conta 12.324 aziende e un vigneto che supera complessivamente i 60.000 ettari; il 97% delle superfici risulta iscritto a Denominazioni Dop. Il Sangiovese copre il 60% del totale, mentre la distribuzione delle aree vitate vede nelle province di Siena e Firenze il 62% della superficie complessiva.
Il workshop inaugurale, intitolato “Presente e futuro del vino: la via toscana in un mondo che cambia, velocemente”, ha riunito rappresentanti istituzionali e operatori del settore. Dopo i saluti della Regione con Eugenio Giani, Stefania Saccardi e Massimo Manetti, Fabio Del Bravo di Ismea ha illustrato il rapporto Vitivinicoltura alle sfide dei nuovi scenari: dati e tendenze in atto, elaborato specificamente per “PrimAnteprima”. Sono intervenuti inoltre Andrea Rossi, Claudio D’Onofrio e Gennaro Giliberti per un approfondimento su governance e ricerca, e Nicola Prudente, Ilaria Lorini, Bruna Caira e Donatella Cinelli Colombini sul tema qualità e territorio. Le conclusioni sono state affidate a Leonardo Marras. La mattinata si è chiusa con una degustazione guidata curata da Ais Toscana.
Il 55% dei vigneti toscani ha meno di 20 anni, un risultato legato all’utilizzo della misura Ocm Ristrutturazione che ha interessato il 61% delle superfici. Parallelamente, sono stati assegnati circa 10 milioni di euro in aiuti per il rinnovamento delle cantine. Il nuovo pacchetto vino dell’Unione Europea introduce inoltre procedure più flessibili e contributi che possono arrivare fino all’80%. Sul fronte dei mercati esteri, i vini rossi Dop rappresentano il 96% dell’export regionale. I volumi verso l’Unione Europea crescono del 3,5%, mentre il valore complessivo registra una flessione dell’8% rispetto ai picchi degli anni recenti. Tra i mercati chiave si confermano gli Stati Uniti, con un aumento dei volumi del 2,9%, e il Canada. La Toscana continua a rappresentare circa il 10% del valore totale delle indicazioni geografiche italiane.
Nel mercato interno, i vini Dop toscani mantengono una quota del 14% del valore del comparto nella grande distribuzione. A fronte di un calo del 5,7% per i vini generici, la flessione per le Dop si attesta al 2,1%. Tra i consumatori emerge in particolare la fascia 35-45 anni, che registra un incremento della spesa del 24% pur acquistando volumi leggermente inferiori. La viticoltura biologica rappresenta un elemento strutturale del sistema: 23.000 ettari, pari al 38% del vigneto regionale, con un contributo del 17% alla superficie nazionale coltivata con metodo bio. La Regione si colloca in anticipo rispetto agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e vede nel biologico un fattore di competitività soprattutto per i mercati del Nord Europa e del Nord America.
Nel 2024 la Toscana ha registrato 15 milioni di arrivi e oltre 46 milioni di presenze, con una quota internazionale del 58%. Le aziende agrituristiche superano le 6.000 unità, quasi un quarto del totale italiano. L’enoturismo coinvolge circa 170 operatori iscritti all’elenco regionale. Secondo una ricerca Ceseo-Lumsa per il Movimento Turismo del vino, le imprese vitivinicole toscane propongono nel 63% dei casi un’accoglienza di tipo familiare e mettono al centro dell’esperienza il paesaggio nel 95% delle offerte e la cultura nel 74%. Circa il 32% delle aziende organizza anche corsi di cucina che affiancano degustazione e intrattenimento.

