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Pesach 5786 a Catania

Pesach 5786 a Catania
Pasqua ebraica

La Comunità ebraica di Catania celebra Pesach 5786

Gli interminabili lavori di manutenzione straordinaria che continuano ad interessare, ormai da troppo tempo, il Castello di Leucatia, sede della Sinagoga di Catania, hanno costretto la Comunità Ebraica cittadina a festeggiare Pesach (Pasqua ebraica) presso i locali di via Vincenzo Giuffrida, messi gentilmente a disposizione dal “Cenacolo di Studi Giuridici Etneo – Scuola Forense” da mercoledì primo aprile.

Il rito è stato diretto dal Rabbino Avraham Dayan che ha pure coordinato il “Seder” la cena rituale, nel corso della quale, con la esplicitazione del significato dei vari cibi offerti, si son fatte rivivere le fasi della storia della nascita del Popolo ebraico, iniziate ancor prima della liberazione dalla schiavitù dal faraone. Una rivolta degli ultimi e di schiavi che resta la più grande rivolta di popolo della storia dell’umanità, che non ha mancato di essere ispiratrice, con evidenti imperituri segni nelle arti, dei patrioti del Risorgimento italiano, della Rivoluzione americana ed ovunque uomini si siano riuniti per trovare il coraggio necessario per insorgere contro la tirannide.

Rivolta che, partendo dall’intimo di ciascuno, vive ancor oggi quando si prefigge di liberare l’uomo dai suoi limiti, dai vizi che lo dominano e delle cattive abitudini quotidiane, che affliggono ed impoveriscono di gioia la sua vita, per far sì che la sua esistenza possa divenire la migliore possibile.

Il Seder e la lectio del presidente Triolo: dalle origini di Pesach al significato di “passaggio”

Nell’occasione il Presidente della Comunità, avvocato Baruch Triolo, ha offerto una lectio magistralis dedicata agli ospiti sulla Pasqua nella storia e nella tradizione, inanellando con profonda competenza i passaggi più significativi. Muovendo dalle origini quando l’umanità, con il ritorno della buona stagione e l’uscita dai periodi di poca luce e di infertilità dell’inverno, vedeva rinascere la natura e ritornare la bella stagione dei raccolti.

Anche nelle più lontane origini la festività veniva quindi collocata in quel momento chiave del calendario astronomico che è costituito dall’equinozio di Primavera, tempo avvertito dall’uomo, ancor primitivo, nell’allungarsi delle giornate che divenivano di durata pari alla notte. Nel mondo primordiale e ancora pagano, nella festività era sempre presente un dominante senso di spiritualità in onore dei cicli della terra e della luna. Il relatore ha pure evidenziato come la parola Pasqua derivi da Pesach, che nella lingua ebraica significa passaggio. E se nei primordi delle origini era soltanto un passaggio di stagioni, poi ha assunto riferimento al miracoloso passaggio tra le acque del Mar Rosso, via del passaggio dalla schiavitù alla libertà.

Dopo di che è stato detto che questa Ricorrenza, per l’ebraismo, ha assunto il significato di Dio che interviene nella storia quale liberatore, evidenziato un aspetto della Trascendenza che fa seguito a quello del Dio Creatore, con un innegabile significato di rinascita di un popolo e di ciascun uomo. È stata rimarcata, conclusivamente dal presidente della Comunità organizzatrice, la fondamentale esigenza di continuità della celebrazione dell’Evento e come resti essenziale e basilare, per l’identità ebraica, la festa di Pesach, che così come è avvenuto in passato, anche nei contesti più avversi ed ostili, va mantenuta e tramandata.