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Pescatori in Libia, Luigi Di Maio, “A casa il prima possibile”

Pescatori in Libia, Luigi Di Maio, “A casa il prima possibile”
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 23-01-2019 Roma Politica Camera dei Deputati – Question time Nella foto Luigi Di Maio Photo Roberto Monaldo / LaPresse 23-01-2019 Rome (Italy) Chamber of Deputies – Question time In the photo Luigi Di Maio

Il Ministro degli Esteri italiano rivela, “Li sento tutti i giorni e so bene come stanno”. Ma, aggiunge, “stiamo lavorando con un’autorità non riconosciuta, con un esercito autoproclamato, usando l’intelligence e il corpo diplomatico”



“Il fatto che i pescatori siciliani siano ancora in Libia ne fa un caso a metà strada tra fermo e rapimento. Perché stiamo lavorando con un’autorità non riconosciuta, che è quella dell’est della Libia, con un esercito autoproclamato, lo stiamo facendo usando l’intelligence e il corpo diplomatico”.

Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando a Porta a Porta del caso dei 18 marittimi di Mazara del Vallo sequestrati in Libia da oltre tre mesi.

“Io e il presidente del Consiglio – ha detto Di Maio – siamo al telefono e con i principali Paesi che hanno influenza in quell’area. Cercheremo di portarli a casa il prima possibile come abbiamo fatto in questi anni”.

“Solo nell’ultimo anno – ha aggiunto Di Maio, in autoisolamento dopo la scoperta che la ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è stata contagiata dal coronavirus – ne abbiamo riportati sette a casa da varie parti del mondo ed erano in stato di rapimento”.

“Io in questo caso – ha concluso – mi sincero ogni giorno, e quindi è un caso diverso, di come stanno, di quello che mangiano. Abbiamo organizzato una telefonata tra i pescatori e i loro familiari e speriamo di portarli a casa il prima possibile”.