CATANIA – Tra le centinaia di project financing che anche quest’anno finiranno a gara dovendo tenere conto della sentenza con cui la Corte di giustizia dell’Ue, il 5 febbraio scorso, ha decretato incompatibile con le normative europee il diritto di prelazione finora riconosciuto al proponente dei progetti, c’è anche quello valutato oltre mezzo miliardo per realizzare un grande impianto fotovoltaico alla Piana di Catania, in terreni di proprietà dell’Ipab Pennisi Alessi Allegra e Fresta di Acireale.
Sentenza Corte Ue e diritto di prelazione: cosa cambia per la gara
Proprio per la necessità di concedere alle imprese del settore di rivalutare la possibilità di presentare un’offerta, consapevoli che in caso di vittoria la stessa non potrà essere sfilata dal soggetto promotore del project financing con il mero adeguamento della propria proposta, i termini per presentare le buste sono stati rinviati all’11 maggio, concedendo così una proroga di sessanta giorni.
Cuc Tirreno EcoSviluppo 2000 e disapplicazione della clausola di prelazione
“Le pronunce della Corte di giustizia hanno efficacia vincolante e immediata per tutte le amministrazioni nazionali e impongono la disapplicazione delle disposizioni interne contrastanti, in forza del principio di primato del diritto Ue, come costantemente riconosciuto anche dalla giurisprudenza costituzionale. Pertanto – si legge in una comunicazione della Cuc Tirreno EcoSviluppo 2000, dove la procedura è stata incardinata – si comunica agli interessati che la clausola relativa al diritto di prelazione nell’ambito della procedura in oggetto, pur se prevista dal codice appalti, è da considerarsi disapplicata”.
Iride Srl, Niau Srl e proprietà del progetto agrivoltaico
A presentare il progetto all’Ipab acese è stata la Iride Srl. La società ha un capitale di 10 mila euro e la sede a Milano. A possederne le quote è la Niau Srl, stesso capitale e stesso civico in cui è registrata, corso Giacomo Matteotti 1. L’indirizzo ospita uno studio di commercialisti ed è lo stesso in cui ci si imbatte se si guarda dentro le due società che detengono la proprietà di Niau: Aria Nuova e M&A Smart Energy, la prima si occupa di compravendita immobiliare mentre la seconda di consulenza tecnica per il risparmio energetico.
Chi sono i promotori del progetto nei terreni tra Belpasso e Lentini
È giunti a questo punto che si riesce a ricavare i nomi di chi punta a realizzare un impianto agrivoltaico in terreni che ricadono per buona parte in territorio di Belpasso e in misura ridotta a Lentini. La Aria Nuova è amministrata da Nicolò Papa, 79enne nato a Gioiosa Marea e residente a Messina, mentre la M&A Smart Energy è guidata da Aurelio Salupo, 72enne originario di Tortorici e residente a Sant’Agata di Militello.
Impianto fotovoltaico da 135 megawatt: numeri, terreni e concessione
Il project financing è stato valutato in 576.973.309 euro, di cui 26 milioni soggetti a ribasso. La proposta riguarda una concessione del diritto di superficie dei terreni dell’Ipab per più di trent’anni e la possibilità di installare – una volta ottenuti tutte le autorizzazioni necessarie – oltre 200 mila moduli fotovoltaici per una potenza complessiva di 135 megawatt. L’area interessata è ampia 219 ettari, dei quali, stando al progetto, 180 verrebbero destinati alla conduzione agricola. Quest’ultima si prevede di affidarla a soggetti esterni che, in cambio di un canone annuo di 50mila euro, potranno produrre di frumento, leguminose (ceci e lenticchie) e colture foraggere. I terreni ricadono in una zona a pericolosità idraulica moderata a causa delle esondazioni dei fiumi Dittaino e Simeto.
Allaccio Terna, agricoltura e asini ragusani nel progetto agrivoltaico
“A oggi si prevede di richiedere l’allaccio dell’impianto alla rete elettrica nazionale gestita da Terna attraverso la nuova stazione elettrica Pantano d’Arci di Catania”, si legge nella relazione di presentazione. La scelta di coniugare rinnovabili e agricoltura negli ultimi anni è sempre più percorsa dalle imprese del settore, anche per le critiche sul consumo di suolo. Nel caso del progetto di Iudica, è prevista anche l’introduzione di capi di bestiame. Nello specifico una quarantina di asini ragusani, con l’obiettivo di produrre latte e creare un’attività di pet therapy.
Costi del parco fotovoltaico e ricadute per Ipab, Caritas e diocesi
Iudica quantifica in circa 92 milioni di euro i costi di realizzazione del parco fotovoltaico. A questa cifra andranno aggiunte le somme che verranno trasferite per l’utilizzo dei terreni. L’Ipab, per esempio, riceverebbe 744mila euro all’anno, con la possibilità di ottenere il 52 per cento del totale sui trent’anni – circa 13,5 milioni – con un pagamento anticipato. La relazione di presentazione prevede poi un trasferimento di 300 mila euro annui alla Caritas di Acireale “affinché svolga iniziative a carattere sociale in connessione all’attività agricola dell’impianto” e un impegno diretto nei confronti della locale diocesi.
Comunità energetiche rinnovabili e rientro dell’investimento
“Le ricadute sociali del progetto prevedono – si legge – la costruzione e cessione di due piccoli impianti fotovoltaici di potenza massima di un megawatt ciascuno a servizio di altrettante Cer (comunità energetiche rinnovabili, nda) promosse dalla Diocesi di Acireale, per la quale è previsto un compenso per spese tecniche pari a 100 mila euro, equamente distribuiti all’anno 1 e 2, e un costo omni-comprensivo di realizzazione e messa in funzione di 1.900.000 euro”. I piani degli imprenditori messinesi prevedono di rientrare dagli investimenti iniziali, tra il decimo e l’undicesimo anno di attività.

