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Pirateria, I-Com: truffe digitali costano in media 1.200 euro a vittima

Pirateria, I-Com: truffe digitali costano in media 1.200 euro a vittima

In Italia danno da 1,42 miliardi nel 2024, +14,5% in tre anni

Roma, 31 mar. (askanews) – In Italia, coloro che utilizzando servizi “pirata” si ritrovano vittime di furti di dati personali e truffe digitali subiscono, in media, una perdita economica di circa 1.200 euro a persona, che supera i 1.500 euro nella fascia di età compresa tra i 45 e i 64 anni. Il danno economico complessivo è passato da 1,24 miliardi di euro nel 2022 a 1,32 miliardi nel 2023, fino a superare 1,42 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 14,5% nell’arco di tre anni. Sono le cifre chiave dalla ricerca I-Com “Il prezzo nascosto della pirateria”, presentata oggi alla Camera dei deputati.

Secondo l’analisi, che parte dalle evidenze dei principali studi italiani e internazionali sul tema, chi accede a contenuti pirata spesso si espone inconsapevolmente a gravi rischi. Dati coerenti con quanto rilevato anche nel Regno Unito, dove una ricerca di BeStreamWise del 2025 ha evidenziato che il 40% degli utenti di servizi pirata ha subito una perdita media pari a 1.680 sterline. A presentare lo studio il presidente I-Com Stefano da Empoli, alla presenza Ylenja Lucaselli, membro della Commissione Bilancio della Camera, di Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, del Commissario AGCOM Massimiliano Capitanio e di Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Il fenomeno, riporta un comunicato, assume dimensioni particolarmente rilevanti, se si pensa che secondo i dati FAPAV/Ipsos, la pirateria interessa il 40% della popolazione adulta italiana. Soggetti che, oltre a possibili sanzioni amministrative, si espongono inconsapevolmente a numerose minacce informatiche. Questi rischi sono evidenziati anche a livello internazionale da uno studio condotto nel Regno Unito da Corsearch e The Industry Trust for IP Awareness che mostra come il 76% dei siti pirata più visitati esponga gli utenti a frodi economiche.

“Con questo studio vogliamo offrire un contributo concreto al dibattito sulla pirateria, portando l’attenzione su un ambito ancora poco esplorato: i rischi per la sicurezza digitale degli utenti che accedono a contenuti illegali”, commenta da Empoli, presidente di I-Com. “Si tratta di un fenomeno allarmante, anche perché le piattaforme illegali sono uno dei principali veicoli di diffusione di malware, attacchi di phishing e di sottrazione dei dati personali sensibili degli utenti, poi rivenduti sul dark web. È quindi fondamentale aumentare la consapevolezza sui pericoli della pirateria, in particolare tra i giovani che, oltre a essere tra i soggetti più esposti ai rischi digitali, sono anche i più penalizzati dagli effetti sempre più rilevanti in termini di perdita di posti di lavoro”.

Lo studio I-Com, infatti, stima che entro il 2030 la pirateria potrebbe costare all’Italia oltre 34 mila posti di lavoro nell’industria creativa, di cui circa 27.000 concentrati nella produzione cinematografica, televisiva e audiovisiva. Secondo la ricerca, nel solo 2025 la pirateria sarebbe già costata 3.400 posti di lavoro in questo comparto industriale, con un trend in crescita del +47% rispetto all’anno precedente.