Roma, 19 gen. (askanews) – Pizze, focacce e dolci rappresentano il 60% dei ricavi delle panetterie, mentre il pane, pur rappresentando a volume il 62,5% della produzione, si ferma al 40%, in lieve calo rispetto al 44% del 2023. Anche se compensato dall’aumento della prima categoria, che segna una crescita del 3,3% rispetto a due anni fa. Il dato è emerso nell’incontro ‘Il consumatore è cambiato. E il panettiere?’ andato in scena a SIGEP World – in corso alla fiera di Rimini fino a domani, 20 gennaio – nell’analizzare l’evoluzione delle abitudini di consumo e l’impatto sul settore della panificazione, attraverso una preview della ricerca Cerved.
Secondo il report, la Grande Distribuzione Alimentare si è rafforzata, con un fatturato in crescita del +2,8% nel 2025 rispetto all’anno precedente arrivando a 130 miliardi di euro mentre la ristorazione, pur crescendo (+3,0%), ha risentito di una maggiore pressione sui prezzi sfiorando i 100 miliardi. Nei consumi di pane, il segmento artigianale ha registrato un calo contenuto (-1,9% tra 2023 e 2025). Sul fronte della rete produttiva, il numero di panetterie in Italia è sceso a 18.201 unità nel 2025 (-1,6%), segnale di un mercato in trasformazione più che in contrazione. E il 7% delle panetterie conta più di 2 unità locali, con Lombardia e Toscana in testa nell’organizzazione a catena.
Nel dibattito, Alberto Molinari, presidente di Aibi, e Palmino Poli, presidente di Assitol, hanno anche richiamato l’esigenza di accompagnare questi cambiamenti con innovazione organizzativa e tecnologica, salvaguardando identità e valore della filiera.

