PALERMO – Nel 2025 la Sicilia si conferma come una delle regioni italiane più esposte alla crisi demografica, come confermato ancora una volta dai più recenti numeri diffusi dall’Istat.
L’Istituto nazionale di statistica racconta infatti una regione che non solo perde popolazione, ma cambia profondamente nella sua struttura interna tra invecchiamento della popolazione, calo delle nascite e migrazione. La popolazione residente in Sicilia all’1 gennaio scorso si attesta a circa 4 milioni e 775 mila persone, in diminuzione rispetto all’anno precedente: il calo è pari a -2,5 per mille.
Natalità in calo e aumento della mortalità
Uno degli indicatori più significativi è quello della natalità in Sicilia. In Sicilia nel 2025 si registrano 6,7 nascite ogni mille abitanti, un valore leggermente superiore alla media nazionale, ma comunque basso in termini assoluti. A questo dato si contrappone quello della mortalità, che raggiunge 10,9 decessi per mille abitanti. La differenza tra questi due valori genera un saldo naturale negativo pari a -4,2 per mille, cioè molte più persone muoiono rispetto a quelle che nascono.
Questo squilibrio è uno dei principali motori della riduzione della popolazione. Non si tratta solo di un problema numerico, ma di un indicatore strutturale. A questo si aggiunge il fenomeno delle migrazioni interne. Anche qui i dati sono chiari: la Sicilia registra un tasso migratorio interno di -2,4 per mille, quindi continua a perdere residenti verso altre regioni italiane. Il saldo migratorio totale, che include anche i movimenti con l’estero, resta leggermente positivo (+1,6 per mille), ma non è sufficiente a compensare la perdita naturale. In altre parole, anche considerando gli arrivi dall’estero, la popolazione continua a diminuire.
Invecchiamento della popolazione e aumento dell’età media
Guardando alla struttura per età, emerge con forza il tema dell’invecchiamento demografico. In Sicilia i giovani fino a 14 anni rappresentano circa il 12,6% della popolazione, mentre la fascia in età lavorativa (15-64 anni) è pari al 63,2%. Gli over 65 raggiungono il 24,2%, quasi un quarto della popolazione totale. Questo significa che una persona su quattro è anziana, con un peso crescente sul sistema sanitario e sociale. L’età media in Sicilia è di 45,9 anni, un dato che conferma l’avanzamento del processo di invecchiamento. Sebbene sia leggermente inferiore rispetto ad alcune regioni del Nord, il trend è in crescita e indica una progressiva riduzione della componente giovane.
Un altro dato importante riguarda la speranza di vita. In Sicilia nel 2025 si vive mediamente 80,7 anni per gli uomini e 84,6 anni per le donne, valori in aumento rispetto all’anno precedente. Questo è un segnale positivo dal punto di vista sanitario, ma contribuisce ulteriormente all’invecchiamento della popolazione, perché aumenta il numero di persone nelle fasce più avanzate di età. Sul fronte della natalità, oltre al numero ridotto di nascite, pesa anche il cambiamento nei comportamenti riproduttivi. L’età media al parto in Sicilia è di 31,8 anni, segno che le donne tendono a rimandare sempre più la maternità. Il numero medio di figli per donna si attesta a circa 1,23, uno dei più alti in Italia, ma comunque insufficiente a garantire il ricambio generazionale.
Giovani in fuga e futuro della Sicilia
Questo è un punto cruciale: anche se in Sicilia si fanno più figli rispetto ad altre regioni, il numero complessivo di nascite continua a calare perché diminuisce il numero di donne in età fertile. È l’effetto combinato di emigrazione giovanile e invecchiamento.
Insomma, l’Isola deve fare i conti con un equilibrio sempre più fragile, in cui ogni indicatore – dalla natalità alla struttura per età – racconta la stessa storia: quella di una regione che fatica a rinnovarsi. E dietro questi numeri, più che una statistica, si intravede una domanda centrale per il futuro: come sostenere una società in cui i giovani diminuiscono e gli anziani aumentano, senza un ricambio sufficiente a mantenere equilibrio economico e sociale?

