C’è una nuova cosa bianca – anzi bianchissima – all’orizzonte di uno scenario siciliano sempre più frastagliato. Mentre nel Pd siciliano è tornata a farsi sentire con forza la fronda degli antibarbagalliani e il ciclone La Vardera resta lì ad agitare le acque del campo largo, nasce un soggetto politico che, idealmente, è pronto a farsi spazio tra i progressisti, ma data la chiara trazione cattolica e moderata non sarebbe avveduto mettere limiti alla Provvidenza. Si tratta del “Movimento Solidali“, che verrà presentato il prossimo 30 giugno a Palermo, nei Cantieri Culturali alla Zisa. A guidarlo è Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio in Sicilia, nel 2023 candidato sindaco dal centro-sinistra a Catania prima di ritirarsi, a sorpresa, “spinto da motivi personali e familiari”.
Politica siciliana, nasce il Movimento Solidali guidato da Emiliano Abramo
A sostenerlo sarebbe buona parte del clero siciliano e una serie di amministratori locali (si parla di circa 200), tra cui Mario Cicero, primo cittadino di Castelbuono che introdurrà il battesimo del Movimento. Non è un caso: lo scorso gennaio Cicero aveva inviato una lettera aperta ai colleghi siciliani chiedendo “una guida regionale autorevole, un Presidente di alto profilo morale ed etico, capace di dialogare con le culture del Mediterraneo e di affermare i valori della Pace”. Un identikit che, riletto oggi, sembra cucito su misura.
Membro del consiglio di amministrazione dell’Università etnea, tra i principali animatori delle iniziative regionali sulla pace negli ultimi anni, Abramo ha lavorato con pazienza a costruirsi una postura trasversale. Sua la legge sulla povertà che ha trovato il forte sostegno di Renato Schifani, tanto che il presidente della Regione già nel dicembre del 2024 si recò al pranzo di Sant’Egidio, imbastito presso la “Casa dell’amicizia” a Catania, per rimarcare la sua vicinanza alla comunità fondata dall’ex ministro Andrea Riccardi. Più volte rifinanziata dalla maggioranza di centro-destra, la norma è stata scritta “a quattro mani”, ha tenuto a precisare in un’occasione Nicola D’Agostino, altro uomo di Forza Italia sempre presente alla mensa-evento al fianco del governatore. Da ultimo lo scorso 9 gennaio come primo firmatario di un’altra proposta di legge, questa volta sugli anziani, “ispirata – per dirla con Schifani – all’esperienza e alle proposte provenienti da Sant’Egidio”.
Le prospettive
Poco più di un anno fa Repubblica titolava: “Tutti pazzi per Abramo: il cattolico amato dalla sinistra diventa un totem di Forza Italia”. Da allora il posizionamento non è cambiato: all’ultima festa per i 58 anni della Comunità, celebrata lo scorso 8 maggio nel Duomo di Catania, ha sfilato un parterre che andava da Raffaele Lombardo a Nuccio Di Paola, da Gaetano Galvagno a Enzo Bianco, oltre a pezzi di società civile. Rapporti istituzionali certo, ma che potrebbero tornare utili.
Tra gli sponsor dell’operazione “Solidali” c’è Giovanni Pizzo, già assessore regionale alle Infrastrutture nella Giunta di Rosario Crocetta, da tempo impegnato a diffondere l’Abramo-pensiero, ed è proprio da lui che arriva l’invito per l’evento palermitano. Da cui non arriveranno candidature, ma intanto una “carta valoriale” che punterà su parole d’ordine come “onestà” e “lotta alla corruzione”. Un’altra Isola, immagina Abramo in un articolo-manifesto pubblicato su La Sicilia lo scorso 13 giugno, quella “delle associazioni che presidiano i territori, delle cooperative che restituiscono dignità ai beni confiscati, delle scuole che educano alla legalità, dei giovani che tornano per costruire futuro”.
E così, mentre è grande la confusione sotto il cielo di entrambe le coalizioni, tra fughe in avanti e sedute spiritiche, in mezzo ai falchi spunta una (nuova) colomba. Se porterà pace, è ancora presto per dirlo.
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