I politici hanno il terrore degli elettori - QdS

I politici hanno il terrore degli elettori

Carlo Alberto Tregua

I politici hanno il terrore degli elettori

martedì 12 Luglio 2022 - 08:27

Aumenta il mercato dei voti

L’Italia è stata sempre ingovernabile in questi settantasei anni di Repubblica. Ricordiamo ad esempio i cosiddetti “governi balneari”, che duravano da giugno a settembre. Poi venne la riforma elettorale maggioritaria detta “Mattarellum” (dal nome del suo autore) e la governabilità cominciò ad affacciarsi nelle istituzioni nazionali.

Via via, però, la legge elettorale si è annacquata e ha consentito la nascita di partiti e partitini che non si aggregano oppure che hanno un enorme potere ricattatorio sui propri soci politici.
Ma non è finita. La legge elettorale vigente, detta “Rosatellum”, prevede collegi uninominali alla Camera e al Senato, oltre che a una parte proporzionale, parte che alcuni partiti vorrebbero aumentare ripristinando di fatto il caos della prima Repubblica, quando per mettersi d’accordo bisognava che i capi partito si riunissero vicino al caminetto.
In questo quadro, il Popolo italiano, che teoricamente detiene il potere democratico, non ha mai contato e non conta proprio nulla.

Tutti questi capetti dei partiti, non avendo le doti di coloro che dovrebbero progettare e programmare il futuro del Paese, cercano di sentire che cosa dice la gente e quindi commissionano sondaggi su sondaggi, quasi a voler sapere cosa pensa la cosiddetta opinione pubblica, minuto per minuto.
Va da sé che quando i sondaggi si moltiplicano danno risultati abbastanza differenti che mutano continuamente di giorno in giorno, di settimana in settimana.

I capi di partito, di movimento o di altro vivono nel terrore degli elettori e quindi non fanno proposte di legge per progettare il futuro, bensì per accontentare il maggior numero di essi, in modo da carpirne il consenso.

Se fate attenzione alle dichiarazioni costanti che vi sono nei media sociali, nelle televisioni, nelle radio e nelle interviste giornalistiche, rileverete che chi parla non ha una propria visione strategica delle materie di cui si occupa, ma cerca piuttosto di accattivarsi la simpatia e la benevolenza di chi ascolta o legge, il che equivale ad una forma di suicidio sociale, perché non si può andare avanti accontentando questo o quello.

Di fatto, nel nostro Paese, la Democrazia ha invertito la sua polarità perché nella sostanza non risiede più nel Popolo (forse non vi è stata mai), bensì nei gruppi di potere che sono capaci di raccogliere consensi con le forze mediatiche, le quali prescindono dalla valutazione intelligente e colta di ogni cittadino.

Diciamoci la verità, la maggioranza dei cittadini pensa con la testa degli altri e non con la propria. Chi sono gli altri? Quelli che inculcano loro le proprie idee e che manovrano poi gli stessi cittadini come marionette.
Dunque, la Democrazia, ribadiamo, si è invertita: non è più del Popolo, ma dei gruppi di potere (finanziari, economici, imprenditoriali, sindacali, religiosi e partitici).

Abbiamo volutamente messo all’ultimo posto questa categoria perché i partiti si sono ormai sfaldati in quanto, in primo luogo, non hanno un proprio ideale che li rappresenti, e in secondo, hanno abbandonato le scuole ove si formavano i quadri che via via occupavano posti di responsabilità nelle istituzioni.

Oggi abbiamo deputati e senatori improvvisati, venuti dal nulla, ex disoccupati, che non hanno la minima cognizione di cosa sia la politica, che conoscono a malapena (forse) la Costituzione e che vengono facilmente plagiati dalle burocrazie parlamentari e dai gabinetti ministeriali, che funzionano in base all’interesse di parte e non a quello generale.
Il quadro è drammatico, ma realistico. Non vediamo chi possa contraddirci in base ai fatti che abbiamo prima elencato.
Ci sembra di ricordare la famosa commedia di William Shakespeare (1564 -1616) “Molto rumore per nulla”, ambientata a Messina, scritta nel 1600 e pubblicata circa venti anni dopo. Con tale titolo Shakespeare indicava che la gente parla, tuona, pontifica, ma sostanzialmente non comunica nulla di serio e soprattutto cerca di coinvolgere gli ascoltatori, impedendo loro di pensare, affabulandoli.
Questa è la malattia. Non vediamo i medici idonei a guarirla, per cui il domani si presenta poco luminoso.

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