Home » Askanews » Pomodoro industria, nel piacentino rese sotto attese e qualità top

Pomodoro industria, nel piacentino rese sotto attese e qualità top

Pomodoro industria, nel piacentino rese sotto attese e qualità top

Ma qualità eccellente, preoccupa questione fitosanitari

Roma, 20 ott. (askanews) – La campagna 2025 del pomodoro da industria si è chiusa con un bilancio nel complesso positivo sul piano qualitativo, ma con rese produttive inferiori alle aspettative nel Piacentino, che rappresenta uno dei poli produttivi più importanti del Nord Italia con oltre 10.000 ettari coltivati e un ruolo trainante per l’intera filiera regionale. Un andamento che ha rispecchiato pienamente l’andamento generale del bacino settentrionale.

Secondo i dati diffusi dall’OI Pomodoro da Industria del Nord Italia, le superfici totali hanno raggiunto i 45.030 ettari, con un incremento dell’8% rispetto al 2024, ma le rese medie si sono fermate a 69,3 tonnellate per ettaro, contro un valore storico quinquennale di 73,2 t/ha. Le consegne complessive sono state pari a 3.121.617 tonnellate, inferiori di circa il 13% rispetto al quantitativo contrattato.

“La qualità del pomodoro è stata eccellente, ma le rese hanno risentito di un andamento climatico complesso – spiega in una nota Umberto Gorra, presidente di Confagricoltura Piacenza e produttore di pomodoro – Le alte temperature di giugno e inizio luglio hanno compromesso la fioritura e ridotto il numero di bacche. Fortunatamente settembre è stato favorevole e ha permesso di completare la raccolta in modo regolare, garantendo materia prima di grande qualità all’industria”.

Il grado brix medio di 5 e le buone caratteristiche del prodotto hanno determinato un ottimo indice di pagamento, tra i più alti degli ultimi anni. Accanto agli elementi positivi, Confagricoltura Piacenza evidenzia alcune difficoltà. “Oltre alle rese ad ettaro in calo rispetto alla media registrata nell’ultimo quinquennio, si registrano incrementi delle spese per piantine, agrofarmaci, materiali e attrezzature, prodotti fitosanitari, sistemi irrigui, premi assicurativi e altro ancora, ma anche criticità marcate nel reperimento di manodopera.

“Gli agricoltori devono affrontare una crescente difficoltà nella difesa fitosanitaria delle colture. Molti principi attivi sono stati revocati e da tempo mancano nuove molecole efficaci per contrastare malattie e insetti. La mancanza di strumenti adeguati rende la gestione in campo più complessa e costosa”. Per questo, una delle chiavi per il futuro è puntare sulla ricerca varietale e sull’innovazione agronomica. Servono nuove varietà di pomodoro capaci di resistere meglio agli stress termici e idrici e più tolleranti alle principali fitopatie.