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Pomodoro, interrogazione per tutelare filiera italiana produzione

Pomodoro, interrogazione per tutelare filiera italiana produzione

A fronte massiccio import proveniente dall’Egitto

Roma, 18 feb. (askanews) – Una interrogazione ai ministri Lollobrigida e Schillaci per conoscere quali iniziative vuole attuare il Governo per tutelare la filiera italiana di produzione del pomodoro, per arginare la concorrenza sleale e per gestire il rischio derivante da eventuali effetti nocivi per la salute pubblica. Oltre a sapere se controlli di carattere sanitario sulle importazioni di pomodoro provenienti dall’Egitto sono stati già adottati. A depositare oggi l’interrogazione è stato Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera.

“La filiera del pomodoro da industria italiano, fra i simboli del nostro Made in Italy, con 4 miliardi di euro di fatturato (di cui 3 mld di export), 10.000 occupati fissi più 25.000 stagionali e 7.000 aziende agricole rischia di essere vittima di pratiche commerciali sleali da parte di un nuovo competitor ostile: l’Egitto”, spiega Carloni sottolineando che “molte realtà industriali segnalano che le esportazioni di derivati di pomodoro dall’Egitto verso l’Europa sono in forte crescita: +88% solo negli ultimi 6 mesi del 2025 secondo Eurostat”.

A questo si somma la messa a coltura di oltre un milione di ettari sul delta del Nilo (Project New Delta) destinato principalmente all’export sul mercato europeo e il ricorso a linee di produzione e di coltivazione lontane degli standard europei. “In più il ricorso massiccio di fitofarmaci vietati in Europa, come il Macozeb e il Chlorpyrifos, di cui spesso si trovano residui sui prodotti finiti, lo sfruttamento del lavoro minorile, il caporalato e l’utilizzo di lavoratori a basso costo, completano un quadro di massima allerta per l’Italia e per i comparti industriali”, conclude Carloini sottilineando i rischi che posso provenire “da coltivazioni e colture che non rispettano i nostri stessi standard alimentari e regolatori”.