Home » Sanità » Ponte sullo Stretto, le intercettazioni choc: “Non ero allineato a quei deficienti”

Ponte sullo Stretto, le intercettazioni choc: “Non ero allineato a quei deficienti”

Ponte sullo Stretto, le intercettazioni choc: “Non ero allineato a quei deficienti”
Ponte sullo Stretto di Messina

Le preoccupazioni degli schieramenti politici e l’aspirazione a cariche all’apice del diritto tra le intercettazioni emerse sul caso del Ponte sullo Stretto di Messina

“Ehh… però è una situazione… critica!”. Parole di Tommaso Miele, l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, durante una conversazione che – come riportato da Adnkronos – viene contenuta nel decreto di perquisizione disposto dai pm della procura di Roma nell’inchiesta sul caso relativo al Ponte sullo Stretto di Messina e l’inquietate ombra corruzione.

Secondo l’accusa, questa conversazione “lascia intendere all’interlocutore di avere visionato la documentazione della istruttoria relativa al progetto Ponte sullo Stretto”. E, in tal senso, la situazione relativa all’infrastruttura che dovrebbe collegare Messina e Reggio Calabria viene considerata dall’indagato Miele come “in salita” perchè, seppur non preoccupato del provvedimento di rigetto dello scorso novembre dalla Corte, “in quanto logica conseguenza del rigetto del 29 ottobre”, “il problema da risolvere è sempre quello… cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo”. L’importante, emerge dalle intercettazione, è “che tu dai comunque il report….. che io sto sul pezzo.. noi stiamo sul pezzo’”, lasciando anche intendere di aver predisposto – in una forma riservata – un report da consegnare ai privati.

Un rapporto forte, col pensiero rivolto ai mesi dopo il pensionamento: l’aspirazione era a “cariche apicali in diritto pubblico”

Il rapporto di vicinanza con Miele e l’imprenditore indagato Vincenzo Virgiglio è forte, a tal punto che il presidente si rivolge a lui anche per individuare degli “architetti di sua fiducia al fine di verificare la possibilità di preventivi di importo meno elevato per lavori di progettazione e ristrutturazione delle abitazioni dei figli”. Secondo gli inquirenti che hanno disposto le perquisizioni dunque, Miele, ormai prossimo al pensionamento (arrivato poi nel febbraio del 2026), manifesterebbe la sua aspirazione e il suo forte interesse nel rivestire delle “cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al pensionamento”.

Degli “elementi” questi “su cui fanno leva l’intermediario, suo amico, Vincenzo Virgiglio e Giacomo Francesco Saccomanno che gli assicurano, per il tramite della sua associazione ‘Accademia Calabria’ e delle loro entrature, l’allargamento della platea di soggetti in grado di favorire le aspirazioni professionali”.

La conversazione tra Miele e l’amico del Veronese: da qui il potenziale supporto politico e l’appuntamento di Natale a Montecitorio

Nel corso di una conversazione con un amico, sindaco di un comune in provincia di Verona e che viene sottoposta alle intercettazioni inoltre, Tommaso Miele evidenzia le spiegazioni sulla decisione della Corte dei Conti sul progetto Ponte sullo Stretto, ribadendo di aver fatto la sua parte.

Ed ecco che “si giustifica dicendo che gli avrebbe raccontato di persona l’andamento della decisione e che ora si sarebbe atteso la nomina a Presidente dell’Antitrust o di una società partecipata, chiedendo anche all’amico un ulteriore intervento presso i vertici politici ed istituzionali per favorire la sua nomina: ‘quando andrò in pensione ora l’anno nuovo, io dovrei fare il Presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto..,…c’ho l’imbarazzo della scelta e ti dico la verità… se gli arriva un bell’endorsment … certo che va bene”. Così, avrebbe subito ricevuto la disponibilità dall’interlocutore politico che, con immediatezza in questo caso, gli garantisce di accompagnarlo a parlare con esponenti politici in occasione del Concerto di Natale del 20 dicembre 2025 a Montecitorio.

“Assolutamente non allineato a quei deficienti dei miei colleghi”. Poi, il problema della gestione di un possibile “caso istituzionale”

Nel decreto infine, viene citata anche una intercettazione datata 31/10/2025. Questa, viene fatta tra gli altri due indagati tra cui l’imprenditore Virgiglio che, come viene esposto, parla all’avvocato Saccomanno delle confidenze ricevute da Tommaso Miele sullo svolgimento della camera di consiglio della Corte dei Conti. “Tommaso Miele mi diceva ieri hanno avuto una spaccatura interna pazzesca… e lui se n’è andato per non votare…”. Nel frattempo, Miele contatta l’imprenditore e gli racconta di aver evitate la partecipazione a una manifestazione pubblica, in modo da non trovarsi davanti alle domande dei giornalisti sulla questione della decisione della Corte, perchè – come emerge dall’intercettazione – lui non era “assolutamente allineato a questi deficienti dei miei colleghi” e – riporta il decreto emerso nella giornata di oggi, martedì 9 giugno – non poteva esprimere la sua vicinanza al pensiero di un gruppo politico favorevole al Ponte in quanto “i miei amici del governo a cominciare da Salvini …si sarebbero aspettati… una presa di distanza”, creando quindi una vicenda difficile da bilanciare e non “senza creare crisi istituzionali”, come emerge dalle intercettazioni dell’ex presidente della Corte dei Conti.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram