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Ponte sullo Stretto, Salvini: “Ciucci commissario per accelerare i tempi e dare risposte a Corte dei Conti”

Ponte sullo Stretto, Salvini: “Ciucci commissario per accelerare i tempi e dare risposte a Corte dei Conti”

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e trasporti sottolinea: “Quello oche è l’amministratore della società pubblica diventa anche commissario pubblico. I privati non c’entrano nulla”

Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini parla delle recenti nomine alla carica di commissario per il Ponte sullo Stretto di Messina rispondendo alle polemiche su quella a Pietro Ciucci attuale amministratore delegato della Stretto di Messina. I commissari indicati sono due, l’altro Aldo Isi, numero uno di rete Ferroviaria Italiana che però si occuperà degli interventi infrastrutturali ferroviari “complementari” all’opera.

Salvini: “I privati non c’entrano nulla”

“Il commissario è uno – sottolinea Salvini durante un sopralluogo tecnico in un cantiere di risanamento e riqualificazione di alcuni edifici Aler e Milano – Pietro Ciucci. Stretto di Messina è una società totalmente pubblica. Per accelerare e rispondere alle richieste della Corte dei Conti e per fare coordinamento con tutti gli organi coinvolti, quello che è l’amministratore della società pubblica Stretto di Messina diventa anche commissario pubblico per fare il ponte sullo Stretto di Messina, che è un’opera pubblica pagata interamente da denaro pubblico e gestita dal pubblico. Quindi i privati proprio non c’entrano nulla col ponte, con lo Stretto e con niente”.

Le critiche, Bonelil: “Nomina di Ciucci e Isi grave e inaccettabile”

Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, da sempre contrario alla realizzazione dell’infrastruttura, ha scritto in una nota per contestare le due nomine.

Sottolinenado che “La nomina di Pietro Ciucci e Aldo Isi come commissari sul Ponte sullo Stretto è una scelta grave e inaccettabile: concentra poteri, riduce i controlli e alimenta un evidente conflitto di ruoli”.

E inoltre: “Tutte le osservazioni sollevate dalla Corte dei conti, che hanno portato alla bocciatura della delibera del Cipess, derivano proprio dalle forzature tecnico-procedurali compiute dalla società Stretto di Messina. È quindi singolare, e politicamente inquietante, che l’amministratore delegato della società venga ora indicato come il soggetto chiamato a risolvere il problema: è come mettere l’arbitro in panchina con una delle squadre. Questo non è sviluppo: è commissariamento della democrazia. Il Governo usa il Ponte come propaganda, mentre restano sul tavolo nodi decisivi: trasparenza degli atti, costi reali, valutazioni ambientali e sismiche, utilità dell’opera e priorità infrastrutturali vere per Sicilia e Calabria”.

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