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Ponte sullo Stretto, Ciucci replica a Bonelli: “Massimo rispetto per la Corte dei Conti”

Ponte sullo Stretto, Ciucci replica a Bonelli: “Massimo rispetto per la Corte dei Conti”
Pietro Ciucci, Ad Società dello Stretto

L’amministratore delegato della società che realizzerà l’infrastruttura sottolinea attraverso una nota inoltre che “non vi è stata nessuna modifica alle condizioni di gara”

Il Ponte sullo Stretto di Messina continua a far parlare di sé ad alimentare polemiche. Pietro Ciucci, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, risponde infatti alle dichiarazioni di Angelo Bonelli, deputato di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) e coportavoce di Europa Verde secondo il quale “Ciucci, senza alcun rispetto delle decisioni della Corte dei Conti e delle determinazioni della Commissione europea sulla violazione delle direttive Appalti e Habitat, annuncia che i lavori inizieranno entro l’estate. Ciucci e Salvini, però, dal 2023 fanno annunci sull’avvio dei lavori, per poi sistematicamente rinviarli a date successive”.

La replica di Ciucci

“I tempi indicati, entro l’estate, per l’avvio della fase realizzativa del ponte sullo Stretto di Messina tengono ovviamente conto dei previsti controlli di legittimità della Corte dei conti, quindi, contrariamente a quanto afferma l’onorevole Bonelli, non c’è alcuna mancanza di rispetto”. Così in una nota l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che risponde punto per punto.

“Priva di fondamento affermazione che bando iniziale fosse un project finance”   

La nota prosegue: “Risulta priva di fondamento anche l’affermazione che ‘il bando iniziale era un project finance’, infatti la gara a suo tempo effettuata per il Contraente generale non prevedeva alcun Project finance. Il cosiddetto Project finance, previsto inizialmente (40% di capitale sottoscritto principalmente dall’Azionista Fintecna e il 60% da reperire sul mercato finanziario), riguardava unicamente la Società Stretto di Messina, senza coinvolgere il Contraente Eurolink”.

“Nessuna modifica alle condizioni di gara”

E conclude: “Quindi non c’è stata alcuna modifica delle condizioni di gara. L’aumento del corrispettivo per il Contraente generale, fissato in 10,5 miliardi e non 14,5 come erroneamente affermato da Bonelli, come più volte spiegato, è da attribuire pressoché esclusivamente all’aumento dei prezzi, che non rileva ai fini della direttiva Ue Appalti, che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione, non solo in Italia. È importate ricordare che nel corso delle costanti interlocuzioni è stato chiarito da Bruxelles che non è in corso alcuna procedura di infrazione e che il dialogo prosegue nell’ambito della normale e prevista dialettica tra lo Stato italiano e l’Unione Europea”.

Le accuse di Bonelli: “Da Ciucci e Salvini annunci illegittimi ma gara da rifare”

La nota di Bonelli aggiungeva altri rilievi: “La Corte dei Conti – aggiunge la nota – ha evidenziato la violazione della direttiva Appalti su due punti: la natura del bando iniziale, che era un project financing con il 60% di capitali privati e il 40% pubblici, mentre con Salvini chi vinse quel bando se lo è visto trasformare totalmente in un’opera finanziata con soldi pubblici. L’altro aspetto è l’aumento dei costi del 50% rispetto al valore iniziale di 3,9 miliardi di euro, arrivato oggi a 14,5 miliardi, in violazione delle direttive europee”.

Bonelli conclude: “Il decreto del governo non affronta il punto centrale, che è quello di rifare la gara e di tutelare i siti ambientali vincolati, perché non ha preso in considerazione le alternative progettuali”.

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