Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Porta a casa un ordigno della Prima Guerra Mondiale ma gli esplode tra le mani: morto 56enne

Porta a casa un ordigno della Prima Guerra Mondiale ma gli esplode tra le mani: morto 56enne

Porta a casa un ordigno della Prima Guerra Mondiale ma gli esplode tra le mani: morto 56enne

Sul posto sono arrivati anche gli artificieri dei carabinieri per mettere in sicurezza l’intero sito prima di poter fare ulteriori accertamenti

Dramma nel Trevigiano. Un uomo di 56anni ha trovato e portato a casa un ordigno della Prima Guerra Mondiale ma gli è esploso tra le mani uccidendolo. La tragedia si è consumata a Valdobbiadene.

Sul posto gli artificieri per mettere in sicurezza la zona

L’uomo lo stava maneggiando nel suo ricovero attrezzi. Sul posto sono arrivati anche gli artificieri dei carabinieri per mettere in sicurezza l’intero sito prima di poter fare ulteriori accertamenti. Nel magazzino sono infatti presenti altri residuati bellici di cui non si conosce lo stato.

La bomba rinvenuta a Milazzo, l’Esercito fa brillare l’ordigno bellico

Pochi giorni fa, a Milazzo, nel Messinese, gli artificieri dell’Esercito italiano sono intervenuti in un’area residenziale ad alta densità abitativa per disinnescare una grossa bomba d’aereo di circa 115 chili residuato bellico.

L’ordigno era stato rinvenuto durante i lavori di scavo per la realizzazione di un fabbricato. Sin dal momento del ritrovamento i militari del 4° reggimento genio guastatori di Palermo hanno operato per garantire la sicurezza della popolazione residente nell’area realizzando una struttura di protezione denominata “camera di espansione”. Questa ha consentito di ridurre il raggio di sgombero a soli 334 metri e, conseguentemente, l’impatto per la comunità.

Evacuate circa 1.500 residenti

Una volta messa in sicurezza l’area che ha interessato anche l’evacuazione di circa 1.500 residenti, l’ordigno è stato neutralizzato sul luogo di ritrovamento attraverso la rimozione degli organi sensibili e successivamente trasportato in cava per la definitiva distruzione.

In particolare, in considerazione delle condizioni di conservazione dell’ordigno e al fine di ridurre le condizioni di rischio, per la neutralizzazione sono state impiegate tecniche che consentono di operare attraverso strumenti robotizzati.

La Prefettura di Messina, in stretta collaborazione con l’Esercito, ha diretto e coordinato tutte le operazioni necessarie ad assicurare il corretto svolgimento dell’attività, a garanzia della sicurezza del personale coinvolto e dell’area circostante.

Iscriviti gratis al canale WhatsApp di QdS.it, news e aggiornamenti CLICCA QUI