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Porto Rossi di Catania, l’intervento-lampo e il futuro del Caito

Porto Rossi di Catania, l’intervento-lampo e il futuro del Caito
Porto Rossi – Foto dalla pagina facebook di “Lungomare liberato”

Il M5s chiede chiarimenti: “Per anni nessun lavoro per restituire la costa ai cittadini. Comune approvi il Pudm e avochi a sé le competenze sul demanio”. L’assessore Sangiorgio: “Non siamo stati interpellati dalla Regione”

CATANIA – Parte della città grida allo scandalo. E contesta il finanziamento di quasi un milione di euro (776 mila euro) per la messa in sicurezza di un sito, importante ai fini turistici senza dubbio, ma privato. È accesissima la polemica sulle somme che la Regione siciliana ha destinato al Porto Rossi di Catania: dopo il crollo della strada di accesso alla struttura causata dalla violenza del ciclone Harry, in tanti avrebbero voluto che l’amministrazione si riappropriasse di un pezzo di costa, garantendone la fruizione alla città, oltretutto dopo la comparsa di una spiaggetta che lo stesso assessore all’Urbanistica del Comune etneo, Luca Sangiorgio, aveva dichiarato di voler mantenere. “L’area è di competenza demaniale e vogliamo capire quale sia l’intendimento del Demanio”, aveva detto chiaramente al Quotidiano di Sicilia ribadendo che “La nostra volontà, quando saremo chiamati in causa, è quella di salvaguardare e mantenere le spiaggette create naturalmente, anche perché, dai nostri calcoli, la ricostruzione della strada non ne esclude il mantenimento. Il post ciclone Harry ci ha messo in condizione di affrontare un discorso ampio – aveva concluso l’assessore – da fare anche e soprattutto all’interno del Pug”.

Genio civile, somma urgenza e 150 giorni di lavori: come è stata assegnata l’opera

L’opera è stata assegnata con procedura di somma urgenza dal Genio civile di Catania all’impresa Idresia infrastrutture di Isernia che dovrà concludere i lavori entro 150 giorni. “La rapidità dell’avvio degli interventi – ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani, in visita al Porto Rossi – ha un forte impatto in funzione dell’operatività dell’infrastruttura, ma anche di salvaguardia dell’ambiente per i rischi che la presenza di relitti e di sostanze inquinanti comporta”.

M5S all’attacco: fondi per il privato mentre il pubblico aspetta da anni

Il finanziamento “tempestivo” – il ciclone risale al 19 gennaio – ha fatto scatenare le opposizioni in aula. In particolare da parte del Movimento 5 Stelle, con i consiglieri Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio, che hanno chiesto spiegazioni. “Sono anni che chiediamo un intervento di messa in sicurezza della strada, per restituire ai Catanesi quella parte di costa, ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Solo rimpalli di responsabilità – ha tuonato Ciancio in occasione dell’ultima seduta di Consiglio comunale -. Tutto a un tratto, la Regione ha trovato, per il privato, fondi che per il pubblico non ci sono mai stati. L’unica soluzione per l’ufficio territoriale dell’ambiente, infatti, è stata far mettere un cancello per limitare l’accesso ai soli fruitori del porto”.

Ciancio ha interrogato l’assessore Sangiorgio, chiedendo quali intenzioni abbia il Comune in tema di demanio marittimo. “Il Comune ha intenzione di avocare a sé le competenze sul demanio, approvando il Pudm, rinaturalizzando la zona e indicando chiaramente che l’area del Caito, con le spiaggette che si sono riformate a seguito del ciclone, deve essere lasciata libera e fruibile?”, ha detto la consigliera.

Il Comune: “Non siamo stati interpellati”. La volontà di salvaguardare le spiaggette

Alla quale ha replicato il delegato del sindaco Trantino in materia di urbanistica che parla di “Notizia inaspettata anche per noi – ha detto Sangiorgio -. Oggi abbiamo appreso di questo intervento finanziario sul porticciolo Rossi in tempi record che ha stupito anche noi”, ha aggiunto, prima di sottolineare che l’iniziativa “è della Regione: non siamo stati interpellati e nessuno ci ha informato, anche perché avevamo richiesto con urgenza che si mettesse in sicurezza l’area”. Sangiorgio ha ribadito all’aula che “la volontà dell’amministrazione, in primis del sindaco, è quella di naturalizzare l’area salvaguardando le spiaggette che sono spuntate anche perché, dai nostri rilievi, la ricostruzione della strada è compatibile con il mantenimento delle spiagge. Capiremo, interloquendo con la Regione, che tipo di intervento sarà fatto”.

Bonaccorsi: “Perché proprio questo intervento è stato considerato prioritario?”

Ma le domande restano tante. “Molti imprenditori e attività colpite dallo stesso ciclone hanno subito danni gravissimi, spesso ricevendo indennizzi minimi o ancora in attesa di ristori – ha evidenziato in Consiglio Graziano Bonaccorsi -. È quindi legittimo chiedersi perché proprio questo intervento sia stato considerato prioritario. Si tratta di un intervento di sicurezza pubblica o del ripristino di un’infrastruttura privata? – ha continuato -. Su questi aspetti è necessario fare piena chiarezza”. Anche perché nella nota inviata dalla Regione si legge che “l’intervento riguarda anche il ripristino del porticciolo, con la rimozione delle imbarcazioni rovinate o affondate per evitare rischi ambientali”, e di infrastruttura importante ai fini turistici ha parlato anche il dirigente generale del dipartimento regionale Tecnico, Duilio Alongi.