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Possedevano l’Iphone in carcere: gli altri detenuti pagavano per utilizzarlo

Possedevano l’Iphone in carcere: gli altri detenuti pagavano per utilizzarlo
Sempre più grave il problema del sovraffollamento delle carceri italiane

Sarebbe questo l’illecito scoperto dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Uta, nel cagliaritano

Prestavano l’iPhone ad altri detenuti e si facevano lautamente pagare le telefonate. Sarebbe questo l’illecito scoperto dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Uta, nel cagliaritano. Un’indagine che ha portato al sequestro di tre smartphone, di cui due iPhone 16 e un Motorola, e delle rispettive sim. 

La scoperta del personale del penitenziario

 L’intervento del personale del penitenziario è scattato in orario inusuale, proprio quando i detenuti non si aspettavano controlli di alcun tipo: questo ha permesso di cogliere in flagranza i possessori dei telefoni, smascherando così un sistema illecito che tentava di diffondersi nella struttura. Il modus operandi, secondo quanto emerso fino ad ora, prevedeva che i possessori dei cellulari ne permettessero l’utilizzo ad altri detenuti per telefonare, ma solo dietro pagamento.

Parte il sequestro

I dispositivi sono stati sequestrati e ora sono in corso le analisi dei dati contenuti nei tre telefoni al fine di accertare eventuali contatti esterni alla struttura.

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