Posti letto, la Corte dei Conti alla Regione Siciliana
27 Marzo 2025

Il caso dei posti letto e dei “dati difformi”, la Corte dei Conti risponde alla Regione

Il caso dei posti letto e dei “dati difformi”, la Corte dei Conti risponde alla Regione

Redazione  |
lunedì 03 Marzo 2025

La replica sulla richiesta di revisione degli atti presentata dalla Regione.

La Corte dei Conti per la Sicilia risponde alla Regione Siciliana in merito alla revisione degli atti richiesta relativamente al referto sulla gestione delle risorse del settore sanitario destinate al rafforzamento dei posti letto nell’area di Terapia Intensiva. La nota istruttoria, inviata da Salvatore Pilato, presidente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la Sicilia, parla chiaro: “Allo stato degli atti acquisiti in istruttoria, non sussiste alcun errore nella individuazione del numero complessivo di posti letto programmati in 720 poiché tale dato deriva dalla ricostruzione analitica delle informazioni provenienti da codesta amministrazione regionale”.

La nota è stata inviata al presidente della Regione Renato Schifani, al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, all’Assessorato regionale alla Salute, al Ministero della Salute e al collegio dei revisori regionale. Questo avviene in un momento molto particolare della sanità siciliana: nel pomeriggio, infatti, è previsto un incontro a Palazzo d’Orléans ritardi nell’elaborazione e nella consegna dei referti istologici dopo i casi registrati in provincia di Trapani.

Posti letto, la Corte dei Conti alla Regione Siciliana

La relazione della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana sulla gestione delle risorse sanitarie destinate, durante l’emergenza Covid-19, al rafforzamento della rete ospedaliera attraverso la riorganizzazione delle terapie intensive e semi-intensive ha portato a un dato poco lusinghiero per la Sicilia: “A fronte di un totale di 720 posti letto di terapia intensiva programmati, ne sono stati effettivamente realizzati 151 (ossia il 21%), di cui solo 109 posti sono collaudati e in uso; mentre a fronte di un totale di 350 posti letto di terapia semi o sub-intensiva programmati, ne sono stati realizzati 116 (ossia il 33%), di cui solo 78 posti sono collaudati e in uso”.

La Corte dei Conti ha evidenziato che “nel rafforzamento delle strutture dell’emergenza, la programmazione regionale non è conforme al target nazionale“. La Regione Siciliana – in seguito alla diffusione del dato sui posti letto dalla Corte dei Conti – aveva chiesto il riesame degli atti, sottolineando una presunta indicazione “errata” dei 720 posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva da realizzare nell’ambito del “Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera Covid-19”.

La questione dei dati difformi

Nella nota rilasciata nelle scorse ore, la Corte dei Conti esclude che “non vi sia stato un contraddittorio con la Regione in attuazione del principio di leale collaborazione tra Istituzioni, e che l’allarme sociale possa derivare dall’attività di controllo su fenomeni amministrativi realmente esistenti” e conferma che “i dati rilevati al novembre 2024 sono molto difformi da quelli affermati dalla Regione”.

“In sintesi: su 71 interventi programmati, 47 risultano avviati e solo 31 completati, mentre 24 risultano non avviati; dei 151 posti letto di terapia intensiva effettivamente realizzati, solo 109 posti risultano collaudati; dei 116 posti letto di terapia semintensiva effettivamente realizzati, solo 78 posti risultano collaudati; altrettanto difformi sono i dati sostenuti dalla Regione per le strutture di pronto soccorso, per le quali risultano nel referto numerosi interventi neppure avviati”, prosegue il documento della Corte dei Conti.

“La questione sollevata sull’esatto numero dei posti letto programmati per l’incremento delle postazioni in terapia intensiva e semi intensiva, dovrà essere ripresa ed aggiornata successivamente alla luce della revisione complessiva della rete ospedaliera regionale e del numero complessivo di posti letto avviata dall’Assessorato alla Salute, come si evince dalla nota dell’amministrazione regionale del 27 gennaio scorso”, si legge ancora nella nota.

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Immagine di repertorio

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