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Prandini: Mercosur, usare questa sospensione per dare garanzie

Prandini: Mercosur, usare questa sospensione per dare garanzie

A produttori su reciprocità e a consumatori su qualità cibi

Roma, 22 gen. (askanews) – “Ci auguriamo che questa non sia una bocciatura del Mercosur, ma che questa sospensione possa creare anche delle sinergie con settori produttivi diversi arrivare a quelle garanzie che devono essere date da un lato ai nostri produttori per avere regole equivalenti, ma soprattutto ai cittadini e consumatori rispetto alla qualità dei cibi”. Così il presidente di Coldiretti Ettore Prandini che oggi, nella sede nazionale dell’Anci a Roma, ha presentato il Protocollo d’intesa tra Coldiretti e Anci insieme al sindaco di Pisa Michele Conti, con delega Anci all’agricoltura, sovranità alimentare e promozione delle tipicità e a Dominga Cotarella, presidente della Fondazione Campagna Amica.

“In questo momento – ha detto Prandini – dobbiamo difendere il nostro agroalimentare come elemento distintivo in termini qualitativi: non ci nascondiamo dietro un dito, dal Green Deal a tutta una serie di norme comunitarie, in questi anni hanno portato le nostre aziende a fare degli degli investimenti particolarmente rilevanti in termini economici. Paradossalmente chiediamo una cosa semplicissima: un principio di reciprocità. E nell’accordo Mercosur paradossalmente l’agricoltura e l’agroalimentare erano il soggetto che più di altri non era tutelato da una applicazione omogenea di regole”.

“Ci si dice che le norme saranno fatte rispettare con i controlli – ha poi aggiunto Prandini – ma in Europa noi controlliamo solo il 3% di quello che entra nei nostri confini. Serve uno sforzo da parte delle istituzioni europee per aumentare i controlli interni”.

Per il presidente di Coldiretti serve anche “uno sforzo da parte delle istituzioni europee nel mettere un’attenzione su ambiente e di clima in accordi che avrebbero favorito un paese come il Brasile che è alla base del principio di deforestazione per fare spazio a forme di allevamenti che nulla c’entrano con quello che avviene all’interno dei nostri paesi, basti pensare che in questi Stati è possibile utilizzare una quantità di antibiotici nemmeno lontanamente paragonabile a quello che avviene all’interno dei nostri confini”.

Inoltre, “vengono utilizzati pesticidi che in Europa sono vietati da 40 anni e ne utilizzano cinque volte di più di quanto ne utilizziamo noi e poi c’è un aspetto di carattere sociale – ha sottolineato Prandini – la Coldiretti si è battuta in Italia per ottenere una legge legata al caporalato. E questo per noi vale anche fuori dai confini di carattere nazionale ed europeo: quando in questi paesi vengono utilizzati i bambini noi riteniamo che questo sia una cosa inaccettabile e vergognosa”.